PALERMO-CAGLIARI: Le pagelle di Mediagol

PALERMO-CAGLIARI: Le pagelle di Mediagol

di Giuseppe La Barbera PALERMO AMELIA 6,5 Nei novanta minuti complessivi non deve certo fare gli straordinari: il Palermo è una stupenda macchina da gol, che sforna occasioni a raffica,.

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di Giuseppe La Barbera PALERMO AMELIA 6,5 Nei novanta minuti complessivi non deve certo fare gli straordinari: il Palermo è una stupenda macchina da gol, che sforna occasioni a raffica, sfiorando un “cappotto” ancora più consistente del 5-1 finale, il Cagliari, invece, arriva poco dalle sue parti. L’estremo difensore rosanero, però, è l’artefice di un intervento quasi impercettibile, decisivo ai fini della vittoria: riesce a sfiorare e a mandare sul palo una conclusione di Lazzari, che avrebbe portato i sardi in vantaggio al 7’. Per il resto risulta essere preciso e reattivo, anche se alle volte dovrebbe essere più intraprendente sulle uscite in azioni come quella che porta Jeda in gol al 48’. ATTENTO CASSANI 7 Riscatta la prova opaca di “San Siro” con una prestazione decisamente produttiva: in difesa è attento e preciso nei movimenti, cosicché non regala mai spazi agli avversari. In quelle poche volte che si spinge in avanti, mostra uno dei pezzi migliori del suo vasto repertorio: la finta che sbilancia l’avversario e precede uno degli innumerevoli cross che mette al centro, pericolosamente. RIGENERATO KJAER 7,5 Dalle sue parti gira spesso a vuoto Acquafresca, innescando una sfida tra giovani talenti, che il danese del Palermo stravince, mettendo in mostra il solito campionario di freddezza, controllo e agilità. Gioca come un mastino dell’area rigore, nonostante i venti anni compiuti da pochissimo: è intelligente a livello tattico e sa anche quando è il caso di spazzare via, senza pensarci su troppo. Il suo primo errore in disimpegno lo compie a pochi minuti dalla fine: questo indica come questa sia stata l’ennesima prestazione ai limiti della perfezione. BALUARDO MIGLIACCIO 8 Si cala nuovamente nel ruolo di difensore centrale, dopo il secondo tempo di “San Siro” contro il Milan, e si adatta sfruttando la sua immensa esperienza. Puntuale nelle chiusure e nelle diagonali, si concede pure il lusso di sbloccare il risultato, al 30’, sugli sviluppi di un corner battuto dall’assatanato Miccoli. Il suo è un finale di stagione straordinario, in cui sta dimostrando che, anche senza Colantuono, può imporsi nella formazione titolare di una squadra che studia per diventare grande. SICUREZZA BALZARETTI 7 Le sue sgroppate sulla fascia sinistra mettono più volte i brividi ai suoi avversari del Cagliari: è un pendolino irresistibile, che avanza velocemente e successivamente arriva sul fondo per il cross, per ritornare, in seguito, a difendere, lottando caparbiamente come fa al 10’ strappando palla a due rossoblù, nei pressi dell’area di rigore, tra gli applausi del pubblico. Pecca un po’ di egoismo al 16’ quando viene smarcato da Miccoli e mette fuori invece di servire Simplicio, libero a centro-area. Nei primi minuti della ripresa Fini e Pisano lo mettono in difficoltà con le loro sovrapposizioni: da un cross del primo arriva anche il gol di Jeda, successivamente, però, entra Savini e con l’aiuto dell’ ex napoletano e la goleada rosanero in corso, si riprende alla grande il suo regno sull’out sinistro. TRAVOLGENTE GUANA 7 Si rivede in campo, al posto di un Nocerino non in perfette condizioni, per il suo ritorno dopo l’infortunio alla spalla patito nella trasferta di Firenze: sfodera la solita prestazione da guerriero, sradicando dalle molli gambe dei centrocampisti del Cagliari molti palloni preziosi per le ripartenze dei rosanero. Partecipa anche allo sviluppo della manovra offensiva, con inserimenti efficaci, operati con i giusti tempi e la necessaria cattiveria agonistica. ENCOMIABILE LIVERANI 7 Forse eccede nel portare palla, scatenando spesso le reazioni stizzite dei suoi dirimpettai cagliaritani, che poco possono contro la sua sterminata classe. Come succede sempre, non eccelle nella velocità di corsa, ma nella celerità con cui esegue lanci precisi a livello millimetrico, in cui mette in luce il solito, straordinario, sinistro. E’ lui a dare origine alle combinazioni di classe che vengono esibite dal Palermo nelle sue proiezioni in avanti. ALTA SCUOLA TEDESCO 7,5 La sua carta d’identità, tra dieci giorni, emetterà un verdetto che sembrerebbe inesorabile: 37 anni da compiere. Il modo in cui, però, si immola su ogni pallone, sfugge in avanti e va pure a segno, per il 3-0, con un perfetto colpo di testa, a dispetto di un’altezza non proprio da marcantonio, sono più di una cartolina per il presidente Maurizio Zamparini, che a giugno dovrebbe premiarlo con il rinnovo del contratto. La rete del 50’ che spegne le illusioni del Cagliari, in gol solo due minuti prima, è arricchita anche da una dedica speciale: la maglia numero 81 di Moris Carrozzieri portata in bella mostra. CAPITANO MORALE SIMPLICIO 6,5 Mette in bella mostra i suoi eccelsi piedi brasiliani in più di un’occasione, dimostrando ai diretti concorrenti per un posto in Uefa, la loro inferiorità in termini tecnici: non trova, però, quello spunto decisivo per far diventare indimenticabile la domenica del suo ritorno tra i migliori in casa rosanero. Esce stremato al 33’ della ripresa, dopo aver, anche, corso per tutta la gara. GIOCOLIERE CAVANI 7 Inizia la gara, con un eccesso di nervosismo, come se fosse ancora in campo a “San Siro”, dove si era distinto per le continue lamentele e per un egoismo al di fuori delle righe. Cresce pian piano, grazie a una tifoseria che ormai lo ama e che gli perdona puntualmente i piccoli e grandi errori, esibiti per esempio attraverso conclusioni da distanze improponibili anche per chi è dotato di un buon tiro come lui. Al 57’ riesce a trovarsi al posto giusto, ribattendo in rete un rinvio sfortunato di Astori e portando il suo score personale a quota 14 gol. Da allora gioca sul velluto e impegna severamente Marchetti, che gli nega più volte la doppietta. GOLEADOR MICCOLI 8,5 Minuto numero 15, il Palermo sta cercando di sfondare nell’area di Marchetti, Miccoli ha davanti un muro, formato da più avversari, lo aggira con una “rabona” servendo Balzaretti: se si pensa che c’è gente che ha pagato solo 5 euro per vedere questa magia, ci si sente un po’ tutti in colpa per loro. Quattordici minuti dopo realizza la prima rete su punizione di questa stagione, poco dopo si esibisce in un “doppio passo”, che fa strofinare gli occhi ai 26 mila accorsi al “Barbera”. E’ un’autentica forza della natura, soprattutto nei primi 45’: scappa da tutte le parti, dribbla, tira con precisione. Coglie pure un palo nella ripresa a Marchetti battuto. Se avesse avuto più continuità nella sua carriera, oggi giocherebbe sicuramente come titolare fisso in Nazionale. CAMPIONE SAVINI 6,5 (entra al posto di Tedesco) Entra al 12’ del secondo tempo per Tedesco e palesa le sue qualità migliori: il pragmatismo e la grinta, in virtù di un paio di entrate decise e produttive, ma non fallose. Partecipa alla difesa del fortino della corazzata rosanero, agevolato, come tutto il pacchetto arretrato, da una squadra che straripa nel punteggio e nella manovra corale. DECISO SUCCI 6,5 (entra al posto di Liverani) In campo al 37’ della seconda frazione di gioco, cinque minuti dopo è già in gol per il 5-1 definitivo, smarcato da Nocerino. Successivamente sfiora pure il bis, rischiando di migliorare le sue statistiche personali, che dicono 4 gol in pochissimi minuti complessivi disputati durante l’intera annata. SORPRESA NOCERINO 6,5 (entra al posto di Simplicio) Durante i quindici minuti scarsi che gioca, tocca pochi palloni, ma grazie a uno di essi, propizia la quinta rete di Succi con un preciso assist smarcante. Non è al top a livello fisico e si vede quando passeggia piuttosto che correre, un po’ anche per l’indirizzo ormai marcato del match. UOMO-ASSIST All. Ballardini 8 “Novantesimo minuto”, cioè la trasmissione che domenica ha “dimenticato” di mostrare la moviola della gara disputata tra Palermo e Milan, oscurando gli errori di Rizzoli, dice che il suo “placcaggio” su Matheu è da Far West, dimostrando scarsa obiettività ed esasperando un episodio in cui il tecnico rosanero ha come unica colpa il fatto di ritrovarsi leggermente fuori dalla sua area di pertinenza, come allenatore. Il suo Palermo vale quasi il record di vittorie interne in serie A, dimostrandosi ancora implacabile e imbattibile al “Renzo Barbera”: mai si era visto un gioco così entusiasmante e un conducente così nelle grazie di Zamparini. All’inizio, preferisce Migliaccio a Savini come sostituto di Bovo e il centrocampista campano, oggi difensore, gli dà ragione con una prova maiuscola, in cui va pure in gol. Se i rosanero possono ancora lottare per l’Europa con la Roma il merito è soprattutto suo, anche se certe trasmissioni nazionali continuano a ignorare la sua infinita bravura. COMPETENTE CAGLIARI Marchetti 6-; Matheu 4 (1 st Pisano 5,5), Canini 5, Astori 5, Agostini 5; Fini 5,5, Conti 5, Parola 5 (28 pt Jeda 6); Lazzari 6-; Matri 4,5, Acquafresca 5 (19 st Ragatzu s.v.). ARBITRO: Celi di Campobasso 6 Il post-Rizzoli poteva essere traumatico e difficile per qualunque “fischietto”: lui non rovina la gara e già per il Palermo, viste le ultime prestazioni arbitrali, è una “manna dal cielo”. Tiene in pugno un match che rischia di accendersi, anche a causa della pericolosa miccia, innescata dall’espulsione di Ballardini, che appare eccessivamente fiscale, ma che poteva anche starci, vista l’irruenza del tecnico rosa, che a nostro parere non voleva affatto fare nulla di male. Per il resto, forse lascia troppo correre quando i cagliaritani, esasperati per la sconfitta, rifilano qualche calcione di troppo, specialmente a Miccoli. SENZA INFAMIA E SENZA LODE

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