LE PAGELLE DI MEDIAGOL.IT REPARTO PER REPARTO LA DIFESA

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Di Fabrizio Anselmo Terzultimo posto e retrocessione matematica a due giornate dalla fine del campionato, le valutazioni per questa annata non possono essere certo positive, anche se qualche.

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Di Fabrizio Anselmo Terzultimo posto e retrocessione matematica a due giornate dalla fine del campionato, le valutazioni per questa annata non possono essere certo positive, anche se qualche elemento è riuscito ad emergere nella mediocrità generale. Analizziamo reparto per reparto la stagione rosanero in tutti i suoi protagonisti di questa stagione. Oggi è la volta della difesa. Cetto S.V. Esordisce ad agosto in Coppa Italia contro la Cremonese, impegno non proibitivo, poi 90 minuti contro Napoli e Lazio per testarne l’affidabilità, entrambe perse per 3-0, poi ultima chance contro l’Hellas Verona in Coppa Italia, e finalmente termina il calvario di Cetto in maglia rosanero. Il 24 gennaio 2013 passa al San Lorenzo, tornando così a giocare in Argentina dopo undici anni e mezzo. Nessuno lo rimpiange. Labrin 4 Doveva formare la coppia del futuro insieme a Milanovic, ma di Labrin in maglia rosanero ci si ricorderà solo per l’espulsione rimediata contro il Bologna dopo appena venti minuti dal suo ingresso in campo. Il 22 gennaio 2013 passa in prestito con diritto di riscatto allHuachipato. Incompreso. Mantovani S.V. Apparizioni con il contagocce per Andrea Mantovani a cui ad inizio stagione viene preferito nel suo ruolo Santiago Garcia. Dalla sua i tantissimi problemi fisici che lo perseguitano già dal ritiro, ed il grave infortunio contro il Milan il 30 ottobre 2012 che lo tiene lontano dal campo fino all’ultima giornata, dove entra per uno scampolo di partita contro il Parma. Un elemento di sicuro valore su cui puntare per la risalita. Milanovic S.V. Anche lui titolare in Coppa Italia per verificarne l’affidabilità in vista del campionato, subisce a settembre una lesione alla caviglia e resta fuori dai giochi fino a novembre, quando ritrova spazio nella sconfitta interna di Coppa Italia contro l’Hellas. Poi tanta panchina ed a gennaio si sposta al Vicenza in prestito con diritto di riscatto della compartecipazione. Pisano 4 Arrivato nel 2011 come sostituto di Mattia Cassani sulla fascia destra, nella stagione 2012-2013 parte da titolare in campionato, nelle sconfitte contro Napoli e Lazio, ma esce gradualmente dal campo a suon di prestazioni negative per lasciare spazio a Morganella. A gennaio passa al Genoa nello scambio con Anselmo. Alla fine saranno più i tweet che i minuti giocati. Nelson 5 Portato da Lo Monaco a gennaio per dare più spinta alla fascia, il portoghese fa qualche buona prestazione, che però non porta alcun risultato. Viene fatto definitivamente fuori dopo la prestazione contro la Juventus, dove Asamoah gioca a calcio con lui come un padre con il proprio figlio. Se non fosse che si tratta della Serie A, farebbe quasi tenerezza vederlo giocare. Il suo procuratore, tuttavia, prospetta un futuro fuori da Palermo, dato che il suo assistito vanta alcune presenze con la nazionale portoghese. Dal canto suo, si ritrova in un centrocampo che non è in grado di coprire le sue sortite offensive, che risultano inefficaci perché nessun attaccante rosanero ha nelle corde il colpo di testa. In un campionato lungo e difficile come quello della Serie B, tuttavia, la sua corsa potrebbe sicuramente fare comodo. Munoz 6 La crescita di Ezequiel è una delle pochissime note positive di questa stagione fallimentare. L’argentino trova la fiducia dei vari allenatori che si “appoggiano” sulla panchina rosanero, e riesce ad essere tra i “meno peggiori” del comparto difensivo, dimostrando di essere cresciuto tanto in questi anni. Col ritorno di Sannino, tuttavia, trova meno spazio in difesa per l’assenza di un regista a centrocampo… spiegazione illogica ma reale. Per il campionato di Serie B, Munoz, dovrebbe essere uno dei tasselli fondamentali della difesa, ma le vie del calciomercato sono infinite. Von Bergen 6 Nonostante sia anche lui tra i meno peggio della difesa rosanero, deve aggiornare il curriculum mettendo “due” nella casella retrocessioni in serie A. Lo svizzero gioca un campionato a buon livello ed ha una media-voto vicina alla sufficienza, tuttavia le sue buone prestazioni non bastano ad evitare il terzultimo posto nella classifica generale, e nel computo delle reti subite. Dalla sua il fatto che spesso parte da esterno destro nella difesa a tre per poi convergere al centro per coprire le voragini lasciate da Donati. Anche lui è un elemento da riconfermare assolutamente per il lungo cammino della Serie B. Aronica 5 Arrivato in rosa nel mercato di gennaio, Totò paga la lunga inattività con la maglia del Napoli ed entra in forma troppo tardi, quando ormai il cammino salvezza era ampiamente compromesso. Quando finalmente ritrova il ritmo partita, è uno degli elementi più positivi del reparto difensivo, e da lui spesso partono azioni e verticalizzazioni verso gli attaccanti. Purtroppo dell’annata di Aronica, i tifosi ricorderanno l’inspiegabile “bagher” contro l’Udinese, che costa il rigore poi disinnescato da Sorrentino, ed il classico tuffetto d’esperienza con il pallone tra le gambe non appena un avversario lo sfiora. Con una preparazione atletica adeguata, Aronica è un lusso per la serie B. Donati 4 In questa annata “assurda”, che farebbe invidia al miglior Ionesco (uno dei maggiori esponenti del teatro dell’assurdo), Massimo Donati recita, suo malgrado, la parte di attore protagonista. Viene reinventato difensore centrale da Gasperini, e, soprattutto nei match interni, riesce a svolgere diligentemente il ruolo difensivo, coprendo sapientemente e facendo ripartire le azioni in maniera intelligente. I limiti dell’essere fuori ruolo, tuttavia, vengono resi evidenti fuori casa, dove il Palermo stenta da più di due anni, ma soprattutto nel confronto con le punte di peso, dove Donati riesce a compiere tutti gli errori che vengono spiegati nei primi anni di scuola calcio. Tirando le somme, numeri alla mano, l’ex Milan, Celtic, Bari, nel ruolo di difensore centrale è un esperimento fallito, tuttavia, considerate le sue potenzialità, può ancora essere utile alla causa rosanero, agendo lontano dalla porta, dove rischia di essere una calamità naturale per il tabellino delle reti subite. Garcia 7 È una valutazione eccessiva, non v’è alcun dubbio, ma nessuno può negare il fatto che Garcia sia uno dei pochissimi giocatori che mette sempre l’anima in campo e lotta su ogni pallone come se fosse il pallone della vita. Purtroppo i mezzi tecnici sono piuttosto limitati, ed anche giocando al massimo, non riesce quasi mai a incidere positivamente sull’inerzia della partita. L’argentino è un giocatore di sicuro affidamento per la serie cadetta, ma, numeri alla mano, non è ancora pronto per un campionato da titolare nella massima serie. Dalla sua la giovane età e gli ampi margini di crescita. Se nel calcio contasse solo la corsa, sarebbe Cristiano Ronaldo. Morganella 5,5 Dopo un anno e mezzo di prestito al Novara, in cui conquista una promozione nella massima serie ed una retrocessione nella serie cadetta, torna alla base per giocarsi le sue chances, forte delle sue 61 presenze, tutte da titolare tra serie A e serie B. In rosa colleziona 30 presenze, quasi tutte da titolare, ed alterna prestazioni positive a prestazioni anonime. Il ragazzo è sicuramente maturato nel corso degli anni, ma, a volte, l’anarchia tattica prende il sopravvento ed allora lo si ritrova vagare per il campo ed a mettere lanci improvvisi per giocatori che in quel momento si trovano da tutt’altra parte. Anche per lo svizzero l’assenza di una vera prima punta è un limite che si ripercuote sul suo modo di giocare, considerato il delicato ruolo di esterno nel centrocampo a cinque. In serie B ha già dimostrato di trovare il suo habitat naturale, motivo per il quale il Palermo punterà fortemente su di lui per la risalita. Dossena 5 Concesso in prestito dall’amico De Laurentis, l’esterno ex Liverpool giunge in rosa con diversi acciacchi fisici e soprattutto dopo una lunga inattività a cui Mazzarri l’aveva costretto, preferendogli Zuniga. Esordisce in rosanero proprio contro la sua ex squadra e porta concretezza in avanti, con rasoiate precise verso gli attaccanti, e solidità in difesa, chiudendo le diagonali e facendo da difensore aggiunto. Nel corso delle giornate, tuttavia, il carico di lavoro a cui è sottoposto mette in evidenza i limiti di un fisico non più abituato a certi ritmi, e, gradualmente, le sue prestazioni riescono a fare rimpiangere la corsa e la spinta di Garcia sulla fascia. La sua avventura in rosa si chiude contro l’Udinese, altra sua ex squadra, ma resta il rammarico per non avere potuto apprezzare a fondo le doti di un calciatore che ha calcato palcoscenici internazionali, e che avrebbe sicuramente potuto fare di più in maglia rosanero. 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