Italia, Tommasi: “Non siamo ancora coscienti di ciò che è accaduto. Il c.t. è l’ultimo dei problemi…”

Italia, Tommasi: “Non siamo ancora coscienti di ciò che è accaduto. Il c.t. è l’ultimo dei problemi…”

Le parole del presidente dell’AIC che ha commentato la disfatta azzurra in seguito alla clamorosa eliminazione dalla fase finale del Mondiale di Russia

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Per la prima volta dopo Svezia ’58, l’Italia non parteciperà alla fase finale di un Mondiale. Una grande delusione per tutti i tifosi italiani che nel prossimo mese di giugno non potranno adempiere ai cosiddetti rituali gioiosi all’insegna di vessilli, cene, bandiere e trombette varie trepidando davanti alla televisione per le sorti della Nazionale.

Sgomento anche tra gli addetti ai lavori con il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi che, a margine della presentazione del Gran Galà del Calcio 2017, ha commentato la disfatta azzurra contro una Svezia davvero mediocre.

“Prima c’è la presa di coscienza e poi si dice cosa fare, credo i calciatori della Nazionale siano dei campioni, ma lo sport è anche questo. Non sempre vincono i migliori o chi merita, il playoff si è deciso su una deviazione. Non siamo ancora arrivati ad una presa di coscienza. L’allenatore oggi è l’ultimo dei problemi, non abbiamo ancora probabilmente avvertito che il movimento generale ha bisogno di un cambiamento. La soluzione può anche essere nella valutazione tecnica, ma oggi la riflessione che siamo chiamati a fare è un’altra. Fare nomi di CT oggi non credo sia il tema, almeno per quanto mi riguarda. Le partite si possono risolvere con episodi, ma il calcio è questo: le coppe si vincono in allenamento. La Svezia credo non avesse alcun giocatore che giocasse nel campionato interno, ma questo cambia poco: sono solo sfaccettature, il progetto sportivo non è la casualità. È programmazione, lungo tempo, lo sport. Ci sono atleti che vivono a quadrienni, nessuno oggi ha questa prospettiva: ci deve essere la visione, quella che dobbiamo capire se c’è. E sono molto dubbioso su questo. Per tanti atleti è l’apice di una carriera, sportivamente è certamente un’amarezza. Sembra si benedica questa sconfitta per poi ripartire, ma l’importante è poi farlo per davvero”.

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