De Biasi: “L’Italia di Ventura mi piace. Juve, puoi vincere la Champions”. E sul campionato di Serie A…

De Biasi: “L’Italia di Ventura mi piace. Juve, puoi vincere la Champions”. E sul campionato di Serie A…

L’intervista al commissario tecnico della Nazionale Albanese: “Ho visto qualche partita del campionato italiano, ma la sensazione che ho avuto è che si giochi sempre sotto ritmo”.

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Sarà lo stadio ‘Renzo Barbera’ di Palermo ad ospitare il prossimo 24 marzo Italia-Albania, quinto impegno per la Nazionale Italiana nelle qualificazioni ai Mondiali 2018.

Intervistato ai microfoni di Goal.com, il commissario tecnico dell’Albania, Gianni De Biasi – contattato nei giorni scorsi dal presidente del Palermo, Maurizio Zamparini – ha speso parole al miele per Giampiero Ventura. “Affrontare l’Italia avrà un sapore particolare per me, ma ormai sono navigato. L’Italia che sta nascendo mi piace tantissimo: ammiro Ventura, un grande allenatore e trovo intrigante il suo progetto – ha dichiarato De Biasi -. Ci sono tanti ragazzi giovani e di grande prospettiva che stanno facendo molto bene. Non penso solo a Belotti, ma anche ad Immobile, Insigne e molti altri. Ho visto la gara contro la Germania e gli azzurri mi hanno impressionato: al di là che i tedeschi fossero in formazione sperimentale, anche l’Italia lo era e ha fatto comunque molto bene. Credo che da italiani dovremmo apprezzare e sostenere questo nuovo corso, invece come al solito tutto sarà giudicato in base al risultato”.

Euro 2016 – “Quando sono arrivato in Albania ho trovato una soluzione complicata, sia dal punto di vista logistico che di squadra. Tanti giocatori erano esperti e si avviavano verso fine carriera, c’era in atto un ricambio generazionale e all’inizio non è stato semplice. Dovevamo rifondare, ricostruire e dovevamo farlo velocemente perché le qualificazioni per Brasile 2014 incombevano. Abbiamo cercato di dare un’organizzazione generale, di ottimizzare i tempi, di curare i particolari, come imporre una dieta adatta o cominciare a studiare gli avversari prima della gara. Siamo sempre stati convinti che, se conosci, parti avvantaggiato, per questo oggi i nostri calciatori ricevono video particolareggiati sul loro avversario diretto prima della partita. L’Europeo? Abbiamo fatto un ottimo lavoro. E quando uso il plurale intendo lo staff tecnico, i giocatori, ma anche la Federazione. Credo che i risultati si ottengano solo lavorando tutti uniti e in un’unica direzione e questo è quello che è successo in Albania da quando siamo arrivati (2011, ndr). Non a caso, al di là dell’Europeo, per la prima volta anche una squadra di club albanese si è qualificata per una competizione internazionale (il Partizani Tirana in Europa League, ndr), a conferma della crescita di tutto il movimento. E di questo, ovviamente, siamo orgogliosi. Dispiace per come sia andata, perché alla fine siamo usciti alla fase a gironi con gli stessi punti della squadra che poi ha vinto gli Europei. E dispiace ancor di più perché abbiamo perso due partite in maniera immeritata, perché sia contro la Svizzera che contro la Francia non siamo stati inferiori ai nostri avversari, anzi, per alcuni tratti abbiamo anche giocato meglio. Ma il calcio è questo…”.

Russia 2018 – “La sconfitta contro la Spagna poteva starci, anche se poi la partita si è decisa su un nostro errore, abbiamo concesso l’1-0 proprio mentre eravamo in controllo. Brucia di più – invece – quella contro Israele, anche per come è arrivata: dopo pochi minuti c’è stata la prima espulsione, poi nel secondo tempo l’altra al nostro portiere (Berisha, ndr) con tanto di rigore, decisione che secondo me è stata eccessiva. Diciamo che mai come in questo caso si può parlare di partita decisa da episodi. In ogni caso, dobbiamo guardare avanti con fiducia, perché – a parte questo incidente di percorso con Israele – le partite che dovevamo vincere le abbiamo vinte”.

Italia vs Spagna – “Contro di loro, fino a quando siamo riusciti a stare corti e compatti, abbiamo retto, poi abbiamo commesso quell’errore che ha complicato tutto. Giocare contro la Spagna non è mai semplice, perché hanno quel palleggio insistito ed è difficile andare a rubare palla alti. Ti costringono a giocare basso e l’unico modo che hai per affrontarli è restare compatto e poi cercare di colpirli quando si scoprono. Ventura non ha bisogno dei miei consigli, sa perfettamente cosa fare. Di certo non sarà semplice, perché loro sono una grande squadra: hanno giocatori esperti in ogni ruolo, due ‘miniblocchi’ di Real Madrid e Barcellona composti da gente che ha grandissima esperienza internazionale. E quando manca qualcuno inseriscono giocatori dell’Atletico Madrid, del Manchester United o del Siviglia, insomma gente comunque abituata a giocare ad alti livelli. E’ questa la loro forza, al di là della tecnica. Poi trovo che il cambio di allenatore abbia portato anche nuovo entusiasmo, si vede che i giocatori hanno ritrovato motivazioni. Detto questo, l’Italia se la gioca contro chiunque, sempre”.

Juventus in Champions League – “Secondo me può arrivare fino in fondo, ma speriamo che sia solo io a pensarlo, perché l’ultima volta che nessuno ci credeva Allegri l’ha portata in finale… Se recupera i giocatori importanti e arriva a marzo al top, per me la Juve è una delle candidate alla vittoria finale, perché ha esperienza, perché nessuno può contare su una difesa così forte e perché è duttile tatticamente, una caratteristica che poche squadre europee hanno. Allegri può cambiare disposizione tattica a seconda dell’avversario o addirittura a partita in corso per sorprendere gli avversari. In questo è bravissimo, non c’è che dire”.

Serie A – “Ho visto qualche partita del campionato italiano, ma la sensazione che ho avuto è che si giochi sempre sotto ritmo. In tutti gli altri campionati c’è ben altra intensità e infatti quando giochiamo le coppe gli avversari vanno il doppio e noi siamo costretti a rincorrere. E’ questo il nostro principale difetto, quello che poi ci impedisce di arrivare fino in fondo nelle competizioni europee. Torino rivelazione di questa Serie A? Sono felicissimo dei risultato del Toro e sono contento che, dopo un po’ di praticantato, Cairo abbia capito che dare continuità al progetto è fondamentale. Lo ha fatto con Ventura e spero che lo faccia anche con Mihajlovic, che sta dimostrando di meritarlo. Mi piace anche la filosofia di puntare sui giovani e su giocatori con grande voglia di emergere e di lottare: penso a Belotti, ovviamente, ma anche a Baselli, Barreca, Zappacosta, Iago Falque. Poi c’è Ljajic, che è fortissimo e che con Mihajlovic rende come con nessun altro. Ci sono davvero tutte le condizioni per sognare in grande”, ha concluso De Biasi.

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