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Milan, le prime parole di Gattuso: “Ho una grandissima responsabilità, c’è tutto per lavorare bene. Montella? Vedo il calcio in maniera diversa”

Milan, le prime parole di Gattuso: “Ho una grandissima responsabilità, c’è tutto per lavorare bene. Montella? Vedo il calcio in maniera diversa”

Le prime parole da neo-tecnico rossonero per l'ex allenatore della Primavera del Milan

Mediagol77

Il nuovo volto sulla panchina rossonera dopo l'esonero di Vincenzo Montella è quello di Rino Gattuso che, nella consueta conferenza stampa di presentazione affiancato da Fassone e Mirabelli, ha parlato di questa sua nuova esperienza.

“È un giorno importante, ho una grandissima responsabilità ed un lavoro duro, ma è un piacere allenare questa squadra, giovane. In questo momento non stanno attraversando un grandissimo momento, ma le preoccupazioni più grandi sono state a Creta senza società e Pisa senza presidente. Qui c’è tutto per lavorare bene, a volte mi fate ridere perché quando sei giovane devi fare esperienza: sembra che in questi anni ho allenato gli esordienti, ma ho 100 e passa panchine alle spalle. Poi sta a me mostrare i risultati, ma la consapevolezza di fare bene da parte mia c’è. Ho il mio modo di vedere il lavoro, sicuramente giocheremo con una difesa a 3 ma giocheremo di reparto, dovremo lavorare sui concetti di tempo e spazio. Con Vincenzo ho avuto un bel rapporto, sempre onesto anche con il suo staff: sui concetti vedo il calcio in maniera diversa. Vincenzo ama il palleggio, come lo amo anche io, ma dopo un po’ dobbiamo andare a verticalizzare e creare qualche pericolo negli ultimi metri. Il gruppo per me è importante, ma ci sono anche tante altre persone che possono fare danni come la grandine, il segreto è anche vedere chi sta a contatto con i giocatori. Volevo completare il lavoro con la primavera: uno dei problemi che non ho mai avuto è la costruzione dei gruppi, partita dopo partita vedevo una squadra convinta, che poteva fare male, ma ringrazio per quello che mi hanno dato. Provo le stesse emozioni che provavo quando giocavo: quando supero questo cancello a Milanello per me è un paradiso, ho l’imbarazzo della scelta nei campi, nelle strutture, la società non ha problemi. C’è solo bisogno di passione, di amare il lavoro, c’è grande adrenalina e per me il sogno continua, è un piacere allenare qui”.

In vista della prima uscita ufficiale, domenica alle 12,30 contro il Benevento, l'ex centrocampista ha spronato i suoi a dare tutto.

Non guardo la classifica oggi, devo pensare al Benevento come se fosse la finale di coppa del mondo, pensando che dopo aver vinto la partita abbiamo in mano la Champions. C’è bisogno di cambiare, di una consapevolezza maggiore: se non stai bene mentalmente, fisicamente, a 360º a San Siro la palla scotta e pesa, la priorità oggi è dare qualcosa in più dal punto di vista mentale. Vincere qualcosa quest’anno? In Europa League siamo al prossimo turno, in Coppa Italia giocheremo gli ottavi. Questa maglia e questa società hanno un peso, non lo dimentico: tra vittoria e sconfitta c’è una grandissima differenza, quando si perde il sedere deve bruciare. Traghettatore? Potevo pensarlo se ci fossero state 4-5 partite, ma ne mancano 24. Perché dovrei sentirmi così? So di non piacere a tutti, so quali doti e forze ho. Mi definisco come uno che tante volte deve imparare a contare, che vive molto le partite e che si sente vivo. Quando scendo in campo per una partita sento lo stesso formicolio di quando giocavo”.