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Luca Toni: “Mio addio al Verona? Setti vuole fare tutto da solo. Adesso aspetto proposte”

Luca Toni: “Mio addio al Verona? Setti vuole fare tutto da solo. Adesso aspetto proposte”

L'intervista all'ex attaccante: "Non si può piacere a tutti. Io sono uno vero e chi sa come la penso può capire la mia scelta".

Mediagol7

"A Verona sono stati quattro anni stupendi. Ho vissuto una seconda giovinezza".

Lo scorso 28 giugno l'ufficialità: Luca Toni, da qualche mese direttore sportivo, ha lasciato Verona e l'Hellas Verona dopo quattro anni, tre dei quali vissuti in campo con tanto di titolo di capocannoniere della Serie A (nel 2015). A parer di molti, avrebbe già un accordo per fare l'opinionista tv. Intervistato ai microfoni di 'TMW Radio', l'ex attaccante del Palermo si è espresso proprio sul suo futuro. "Adesso andrò in vacanza con la mia famiglia. Aspetterò proposte importanti e interessanti. Di sicuro dovrà essere un'avventura che può farmi crescere per migliorare ancora, in attesa di un'occasione definitiva - ha dichiarato Toni -. Quando sono arrivato a Verona, mi sono rimboccato le maniche per far capire che potevo regalare qualcosa di importante per questa città. Ringrazio i tifosi, la dirigenza e chi ha permesso questa bellissima esperienza. L'ultima gara con la maglia gialloblù non la dimenticherò mai".

SULL'ADDIO -"Non si può piacere a tutti. Io sono uno vero e chi sa come la penso può capire la mia scelta. L'addio non riguarda questioni di soldi. Se c'è la voglia si va oltre a questi aspetti. Mi avevano proposto tre anni da dirigente dopo l'anno da capocannoniere, ma poi è arrivata la retrocessione. Ripartire non è mai facile. Ho accettato comunque di firmare un contratto per un solo anno perché volevo riportare la squadra in A, dove l'avevo lasciata. È stata però una stagione dove ho fatto tutto e niente. Ho osservato i giovani e tutti i professionisti per imparare questo nuovo mestiere. Il punto è che quando le cose andavano male, Luca Toni non faceva bene. Al contrario, invece, lo faceva. Penso che, dopo 22 anni di calcio, avendo visto club organizzati e altri molto meno, mi sono fatto delle idee importanti sulla gestione di una squadra. Nonostante tutto, in questa stagione non ho mai voluto prendere una decisione. Anzi, studiavo e cercavo di capire dove poter intervenire tenendo sempre presente il concetto di condivisione".

SETTI -"Il presidente ribadiva di voler fare tutto da solo, delegando in parte Filippo Fusco, bravissimo direttore che però deve ancora dimostrare il suo valore in A. Con il budget a disposizione, i risultati dovevano essere altri. Parole, quelle del presidente, che se fossero state pronunciate da Rummenigge, ammesso potesse dire certe cose, avrei potuto comprendere. Se lo dice Setti, con il quale ho ancora un ottimo rapporto, capisco meno. Luca Toni deve essere un valore aggiunto. Da qui, umilmente, dico grazie alla società e prendo un'altra strada. Questo club fa fatica ad inglobare giovani che arrivano da fuori. Credo fermamente, dopo aver conosciuto e parlato con le famiglie veronesi, che in questa squadra sia meglio gestire ragazzi che nascono e crescono in questa città".

SU CASSANO - "Se Antonio verrà a Verona con la testa giusta, consapevole che questa squadra dovrà lottare per salvarsi, con il suo talento potrà fare solo bene. Ma calarsi in questa realtà e conoscere bene gli obiettivi dovrà essere un aspetto imprescindibile. Non sarà un'annata semplice. La differenza la farà il gruppo al di là dei nomi che comunque in A servono. Adesso la palla brucerà e le cose si complicheranno".

PECCHIA - "A inizio anno ha fatto qualcosa di straordinario riportando subito entusiasmo in città. La squadra giocava benissimo e il merito era tutto suo. Gli dicevo: 'Se parti così, poi devi mantenere il livello'. E, infatti, poi sono arrivate le difficoltà. Far convivere tanti innesti nuovi non è per nulla semplice. E' stato importante aver riportato il Verona in A. Adesso conteranno solo i risultati", ha concluso l'ex campione del Mondo.