Luca Toni: “Ho lasciato un pezzo di cuore in tutte le squadre in cui ho giocato”

Luca Toni: “Ho lasciato un pezzo di cuore in tutte le squadre in cui ho giocato”

L’intervista all’ex attaccante del Palermo, attuale dirigente dell’Hellas Verona.

3 commenti

Ha appeso gli scarpini al chiodo a maggio scorso e adesso è alla ricerca del suo ruolo definitivo.

Attuale dirigente dell’Hellas Verona, Luca Toni rivela di non sognare una carriera da allenatore: “Io allenatore? Sarà alquanto difficile, perché non lo sento un ruolo adatto a me, preferirei un incarico più dirigenziale“, ha raccontato a LetteraDonna.it. “Il ritiro dai campi di calcio è stato un trauma? No, è stata una scelta molto ponderata, ci ho pensato parecchio, quindi sono molto sereno. Anzi, mi sta piacendo questa nuova vita fatta di stimoli e altrettante diverse emozioni“.

Come trascorre Luca Toni il suo tempo libero? “Da quando ho iniziato il nuovo lavoro, come consulente all’Hellas Verona, ho meno tempo rispetto a prima, quando ero un calciatore. Però appena posso sto con i miei bambini e con la mia compagna, come tutti i papà. Usciamo, e quando è possibile andiamo fuori a cena, come qualunque altra famiglia“. Non può mancare la fatidica domanda sulla squadra a cui è maggiormente legato. “Fare un nome solo è difficile, perché per fortuna nella mia carriera ho avuto successo in molte squadre, e in ognuna di queste ho lasciato un pezzo di cuore. Quando lavori con passione perché stai bene in un team, riesci anche a stringere amicizie e rapporti umani importanti“. Chiosa finale sugli amici nel mondo del calcio. “Ci sono legami forti che continuano ad esistere al di fuori delle squadre, come l’amicizia con Giampaolo Pazzini, Dario Dainelli e Franck Ribery. Con molti altri ho mantenuto dei buoni rapporti e siamo rimasti in contatto“.

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  1. Nunzio Carini - 2 settimane fa

    …CERTAMENTE E’ STATO UN GRANDE GIOCATORE DEL PALERMO…Adesso con il senno del poi mi rendo conto che il suo trasferimento è stato dettato dal presidente mercante e non certo da determinata volontà di Luca! Lo rivaluto!…allora non potevamo capire!!!

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    1. Claudio Augugliaro - 2 settimane fa

      no. Lui forse e’ stato davvero l’unico che e’ voluto andar via insieme a Cavani, Barreto e Sorrentino. Ma mentre Cavani e’ andato via perche’ aggredito e perche’ il pubblico aspettava il suo errore per far esplodere il boato di disapprovazione (il pubblico dei competentoni), Barreto anche lui era torturato dal tifo e dopo una stagione super invece di aumentargli l’ingaggio glielo hanno dimezzato metre a Genova gli davano il triplo (400000 a Palermo e 1200000 a genova), Sorrentino perche’ non gli e’ mai piaciuto stare a Palermo e voleva scappare ogni 6 mesi (tanto che ci ha cambiati per il Chievo). Toni in qualche modo e’ stato l’unico che per scelta propria ha lasciato e ti diro’ che io allora condivisi la sua scelta. Perche’ intanto era a 1 ora da casa (e per quanti discorsi si possano fare e’ ovvio che se si puo’ scegliere si sceglie casa e famiglia), poi lo pagavano di piu’, infine e soprattutto il progetto della Fiorentina di quegli anni, era da far sognare. Mai vendere e rafforzare la squadra tutti gli anni. Zamparini dal secondo anno in A compro solo giovani (eccetto Miccoli che fu un’occasione), e vendeva eccome! Infatti la Fiorentina sul campo si qualifico per 3 anni di fila in Champions (poi annullati da calciopoli dove fu dimosttrato che era parte lesa e cmq nel campionato in cui si salvo alla fine), usci in semifinale dall’europa league a parita’ di reti contro la squadra che vinse la coppa. Toni aveva ragione a voler andar via, cosi come Cavani e Barreto. Sorrentino sarebbe stto meglio se non fosse mai venuto

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    2. Giovanni Sgarlata - 2 settimane fa

      Bravooooooooo!!! Una lucidissima analisi. Piaccia o meno.

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