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Cessione Genoa, Gallazzi: “Vediamo cosa succede, con Preziosi mai dire mai. Debiti? Non posso parlare…”

GENOA, ITALY - APRIL 02:  Genoa supporters of Gradinata Nord protest against President Enrico Preziosi during the Serie A match between Genoa CFC and Atalanta BC at Stadio Luigi Ferraris on April 2, 2017 in Genoa, Italy.  (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Le parole del fondatore e CEO della SRI Group, che non si è ancora arreso: vuole il club rossoblu.

Mediagol97

Giulio Gallazzi, fondatore e CEO della SRI Group, società finanziaria che ha fondato, non si arrende. Il sogno di diventare proprietario del Genoa c'è ancora, ma tutto dipenderà dall'attuale presidente, Enrico Preziosi. Di seguito le parole del business man italiano, che si leggono sulle pagine di Tuttosport.

"Nelle trattative ci sono due partiNoi, quella acquirente, abbiamo presentato la nostra migliore offerta. Tenete conto che l’investimento non è solo quello dell’acquisto, ma pure il piano di rilancio su tre o cinque anni che, in ogni caso, non deve pesare sulla parte venditrice e noi non l’abbiamo fatto. La parte venditrice, però, non era d’accordo sull’offerta. Però mai dire mai... PreziosiOnestamente non lo capisco. Mi spiace per i toni che ha usato negli ultimi giorni, anche perché il nostro è un gruppo di persone le cui storie e carriere professionali non sono mai state all’insegna dell’azzardo o dell’apparenza. Non era, la nostra, un’operazione di facciata. Ma, detto questo, aspettiamo di vedere quel che succederà".

Sui debiti del Genoa...

"Siamo vincolati da un patto di riservatezza che prevede una pesante penale in caso di violazione. Qualora i legali della controparte mi autorizzassero, non avrei problemi a riferire su tutto. Perché il Genoa? Con Genova, però, ho sempre avuto un rapporto professionale molto stretto e sono rimasto affascinato dalla storia di questa società. Se si ragiona da imprenditori, obiettivamente non esistono altre società che possano unire tradizione, valore del marchio e potenzialità di sviluppo come il Genoa. E che, ovviamente, siano anche in vendita.

Negli ultimi 7 anni i vertici europei sono stati conquistati da club che hanno un azionariato diffuso: Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. E’ quello il modello a cui tendere: azionariato e management fortissimo a dirigere il club. Per l’Italia sarebbe un’assoluta novità".

Il nuovo modello societario...

"In Italia, a parte il Milan che è sostenuto da un progetto finanziario, il modello prevalente è ancora quello delle società che fanno capo a un proprietario o a un gruppo industriale che, poi, spesso, sono la stessa cosa. Questa, per l’Italia, sarebbe una novità assoluta che terrebbe conto anche delle nuove necessità di finanziamento. Io non capisco di calcio, ma di finanza. Avrei scelto dei manager - un dg, un ds e un direttore finanziario - ai quali affidare piani sportivi e finanziari. Queste professionalità non vanno interpretate come costi, ma come risorse che si ripagano con la progettualità. Una società destrutturata non va da nessuna parte ed è sempre in affanno per rincorrere le scadenze. E, mi creda, parlo in generale...".