Pres. Frosinone, Stirpe: “Non ci volevano in Serie A, in Italia si teme il ‘nuovo’. Crotone, prova a smentirmi”

Pres. Frosinone, Stirpe: “Non ci volevano in Serie A, in Italia si teme il ‘nuovo’. Crotone, prova a smentirmi”

Il patron dei ciociari parla con la stampa spagnola e spiega le ‘dinamiche’ del calcio italiano.

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Intervista a 360° per il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, ai colleghi spagnoli di Marca.

Il numero uno del club ciociaro si guarda indietro e traccia un bilancio della stagione appena trascorsa: un’annata storica per i giallazzurri, per la prima volta in A. “Lotito non voleva il Frosinone in Serie A? Il problema è che la Serie A è un ambiente autoreferenziale, dove tutti provano a preservare lo ‘status quo’ – asserisce Stirpe -. Certo, non è proprio impossibile che una squadra piccola riesca ad arrivare in A: noi e il Carpi, ad esempio, siamo stati in grado di lottare fino alla fine per evitare la retrocessione. Tuttavia non posso non sottolineare come in Italia, nel calcio ad alti livelli, non ci sia un clima che intenda favorire l’innovazione: bisogna fare in modo che tutto rimanga com’è, perché sta bene a chi ne ha tratto fin qui benefici… le big del nostro calcio. E’ come se si temesse il nuovo“, denuncia.

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Stirpe si dice dunque pronto ad essere smentito: alle favole Frosinone-Carpi, seguirà quella del Crotone. “L’anno prossimo assisteremo alla favola del Crotone, a cui auguro il meglio, se lo merita. Ha costruito i propri successi in questi anni e adesso ha una chance di dimostrare all’Italia che in Serie A può starci – ha aggiunto -. Questo dovrebbe essere il bello del calcio: sognare. Se facciamo in modo che lo sport sia sempre così ‘prevedibile’, che gusto ci sarebbe? Perderemmo la bellezza della diversità…”.

Infine un raffronto tra massima serie e cadetteria. “Qual è la differenza tra Serie A e B? L’organizzazione dei club. Per questo motivo, all’indomani della nostra promozione in A, nel 2015, abbiamo cercato in tutti i modi di darci da fare per migliorare l’immagine della società. Abbiamo effettuato dei lavori al Matusa, abbiamo costruito una vera e propria città sportiva per gli allenamenti e investito molto sul settore giovanile”.

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  1. Claudio Iemmola - 8 mesi fa

    non c’entra nulla di nulla.
    cercano bacini d’utenza ampi, tanto da poter vendere fior di milioni di partite con i diritti.

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  2. Andrea Rizzo - 8 mesi fa

    veramente non avevate uomini x mantenere la categoria

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  3. Stronzate!!!! Eravate semplicemente scarsi!

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