Venables: “Salah è unico, ma lo sceglierei per terzo dopo Messi e Ronaldo. Su Guardiola…”

Venables: “Salah è unico, ma lo sceglierei per terzo dopo Messi e Ronaldo. Su Guardiola…”

L’intervista all’ex allenatore inglese di Barcellona, QPR e Tottnham, Terry Venables

Gareth, se stai leggendo, organizza un corso per calciare i rigori, ti prego!“.

Scherza così Terry Venables, in un’intervista esclusiva concessa al Daily Mail. Prima un calciatore di gran successo negli anni ’60 e ’70, poi allenatore vincente con QPR e Barcellona negli anni ’80. “Gareth“, è il first name di Southgate, l’attuale commissario tecnico della nazionale inglese, che fu allenato proprio dal “The man from the beach” (l’uomo dalla spiaggia, soprannome affibbiatogli dai media spagnoli quando sedeva sulla panchina dei blaugrana) durante gli Europei del 1996: nel corso di quella competizione l’Inghilterra fu eliminata in semifinale dalla Germania, ai calci di rigore, e Southgate fu l’unico a fallire dagli undici metri. Una battuta simpatica, che fa da contorno ad una profonda ammirazione nei confronti del suo ex giocatore: “E’ sempre stato un tipo che pensa molto. Ha voluto parlare con me, per capire come condurre l’azione partendo da dietro, uscendo palla al piede. L’Inghilterra farà bene con lui in Russia, sa quello che fa, è molto intelligente“.

L’ex tecnico del Tottenham parla poi anche di Mohamed Salah, confrontandolo con i due più grandi giocatori degli ultimi anni e schierandosi apertamente con uno di loro: “Salah è un qualcosa di unico. E’ a soli quattro gol da Ian Rush (miglior marcatore del Liverpool in una stagione, ndr.), ma andate a guardare quante occasioni aveva lui per segnare e da quale zona del campo sono arrivate le sue reti. Lui era una prima punta, Salah non gioca in quella posizione ma ha segnato già un sacco di gol. Gerrard dice che è il miglior giocatore del mondo? Se fossimo al parco, e avessi la possibilità di scegliere tra lui, Cristiano Ronaldo e Messi, lo prenderei per terzo. Cristiano è un gladiatore, ma Messi è sempre il numero uno per me, è come un personaggio di Dickens, è un genio con la palla: lo sceglierei per primo ogni volta“.

Infine, una battuta anche sull’allenatore spagnolo Pep Guardiola, del quale è stato sempre un ammiratore: “Pep è un uomo speciale, è impeccabile come allenatore, come maestro, come uomo. La gente dice che vince perché è stato al Barcellona, al Bayern Monaco ed ora al Manchester City, ma non compri titoli e successo se giochi come fanno le sue squadre, li meriti. Mi piacerebbe che restasse, per vincere più trofei, per creare una dinastia”.

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