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Verona, Pazzini: “Mai avuto paura di calciare rigori. Uno tra i più importanti? Quello contro il Palermo”

Giampaolo Pazzini, attaccante del Verona, racconta il proprio feeling con i calci di rigore, raccontando statistiche, momenti migliori ed errori

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Giampaolo Pazzini, il bomber per eccellenza.

L'attaccante del Verona, intervistato ai microfoni di DAZN durante la nuova rubrica ‘Quando batto un rigore’, può vantare un grande record per quanto riguarda proprio i tiri dal dischetto, dimostratosi infallibile tranne che in un'unica occasione. La punta ex Milan e Inter si racconta: "Per me il rigore è sempre stata una grande occasione da goal. Quindi ho sempre cercato di allenarmi per questo. Si tratta di un momento carico di adrenalina, l’esito poi dipende da molte cose, soprattutto dal portiere. Il mio modo di calciare cambia sicuramente se conosco il portiere o se ho già battuto altri rigori contro di lui. Quando decido dove calciarlo? Dipende. Molto dipende dalla fiducia che ha il giocatore in quel momento. A volte decido prima ancora di prendere la rincorsa, altre volte decido di guardare che fa il portiere. Poi da quando c’è il VAR passa sempre tanto tempo prima di calciare e ti vengono in mente mille cose. Il rigore più importante? Non ho mai avuto paura nel tirare un calcio di rigore, anche perché se sei uno che tira rigori non puoi averne. Deve esserci tensione e preoccupazione ma paura no. Il rigore più importante che ho tirato? Dipende dalle annate, ma potrei dire l’ultimo segnato contro la Juventus o quello segnato con la Sampdoria nello spareggio per andare in Champions contro il Palermo”.

Infine Pazzini si esprime sull'unico errore dal dischetto, risalente a una sfida tra Inter e Udinese nella stagione 2011: "Quel primo rigore sbagliato mi è rimasto tanto in testa. Devo dire soprattutto per il momento: ero a San Siro, al 92′, poteva essere il goal della vittoria e quindi era pesante. Avevo deciso di aprire il piatto e tirare a destra, Handanovic rimase fermo ma io sono scivolato. Fortunatamente c’era Ranieri come allenatore, che mi diede sempre grande fiducia. Poi dopo ne ho segnato un altro in Champions League nella stessa porta e da lì sono ripartito”.