serie a

Lazio-Sampdoria, Saponara: “Vi racconto l’emozione del gol, ecco cosa ho pensato…”

Lazio-Sampdoria, Saponara: “Vi racconto l’emozione del gol, ecco cosa ho pensato…”

Riccardo Saponara, autore della rete del pareggio nel match contro la Lazio, torna a parlare dell'emozione del gol decisivo

Mediagol22

Riccardo Saponara torna a parlare della rete messa a segno all'Olimpico contro la Lazio.

Il centrocampista della Sampdoria, autore del gol che ha regalato il pari ai blucerchiati nella quindicesima giornata del campionato di Serie A, ha parlato - ai microfoni del quotidiano 'Il Secolo XIX' - dell'emozione provata in quegli istanti e dell'esultanza successiva:

"È stata senza dubbio l'ammonizione più emozionante della mia carriera. Anche perché è stata la prima volta che ho tolto la maglietta dopo avere segnato. Si è trattato di un piccolo ma significativo step anche nei confronti di me stesso. Sono corso dai nostri tifosi, mi hanno travolto. Indimenticabile. E poi, sarebbe stato ingiusto perdere. Anche se ci siamo andati vicini. Il rigore di Immobile ci aveva tagliato le gambe e quando abbiamo battuto a centrocampo dentro la squadra si respirava più sfiducia che rabbia, anche perché eravamo consapevoli che mancavano al massimo un paio di minuti. Un punto a testa premia un tempo a testa. Noi, ottimi nel primo e remissivi nel secondo. Fortunati? Sì, ma te la vai cercare la fortuna. Il rigore fischiato a Andersen è stato eccessivo, però con il senno di poi ci ha fatto guadagnare ancora quel paio di minuti di recupero. Io pensavo di non entrare più. Giampaolo mi ha fatto scaldare quasi tutto il secondo tempo e quando ho visto passare la mezz’ora mi ero ormai convinto che non sarei entrato. Quando mi ha chiamato per il cambio, la Lazio stava spingendo a manetta. Sono stato un po’ travolto, mi accorgevo di essere confusionario e ho perso anche alcune palle di troppo, non da me. Ma dopo il 2-1, in quei due minuti finali ho improvvisamente trovato energie fisiche e mentali che pensavo invece di non avere".

L'ex Milan si è esibito, nell'azione della rete, in una mossa in pieno stile karate, che ricorda alcuni movimenti tipici dell'attaccante Zlatan Ibrahimovic:

"Non volevo fare toccare terra alla palla e quindi potevo colpirla solo in quel modo. Non ho visto dov’era Strakosha, ma ho immaginato che fosse un po’ fuori dai pali. Mi sono concentrato sulla palla. E quando è entrata fisicamente dentro la porta della Lazio, ancora per un attimo non ci ho creduto. Un’emozione fortissima, la più forte finora provata su un campo di calcio. Ma una fetta di merito va a Kownacki. Ha alzato la palla nel modo migliore".