Palermo, la favola di Santana: l’atto d’amore e la scelta di vita di Mario. I dettagli del contratto…

Palermo, la favola di Santana: l’atto d’amore e la scelta di vita di Mario. I dettagli del contratto…

Il talento puro e cristallino di Mario Alberto Santana ha incantato per diverse stagioni le platee della massima serie del nostro calcio. Da Palermo è partita la parabola ascendente del calciatore argentino, a Palermo il ragazzo di Comodoro ha deciso di chiudere il cerchio magico della sua carriera. A quasi trentotto anni, ripartendo dalla Serie D. Umiltà, passione e spirito di sacrificio, scelta di cuore che va oltre l’anagrafe e la categoria…

di Leandro Ficarra

Pietra miliare del Palermo di Hera Hora.

Questione di feeling e di dribbling. Passo felpato, saggi balistici d’alta scuola sullo stretto. Il cuore che batte, la sfera di cuoio che rotola. Rigorosamente a passo di tango. Mario Alberto Santana, l’ex strillone di Comodoro, baciato dal talento, ricomincia dall’anticamera del professionismo.  Lui che tra i grandi dell’Olimpo calcistico italiano ha dimostrato ampiamente di poterci stare.  Recitando brillantemente la sua parte, tracciando sui manti erbosi del Bel Paese slalom irriverenti e assist in quantità industriale. Suole magiche a carezzare la sfera e pettinare il suo ego, finte e sterzate, veroniche e orpelli, suggestiva simbiosi tra tecnica e poesia. Prodigi per palati fini della pedata, in grado di incantare ed esaltare fantasia e passione sugli spalti.

Sberle cocenti inferte all’orgoglio del marcatore di turno, vittima designata dalla critica quando Mario era in giornata di grazia. Dal Palermo è partita l’escalation di Santana nel calcio che conta.

L’assaggio nel 2002-2003, l’anno del ritorno in A sfumato al “Via del Mare” nella gara da dentro o fuori contro il Lecce di Delio Rossi. Quindi il biennio, dal 2004 al 2006, ricco di gioie, successi e miracoli al “Barbera”. Il Palermo matricola terribile in massima serie, gli scalpi eccellenti delle big del nostro calcio, il sogno dell’accesso in Champions League, l’approdo in Europa League con la maglia rosanero.

L’esordio, impreziosito da un gol, con l’Argentina di Bielsa nell’amichevole contro il Giappone, il riconoscimento di Pekerman che lo convoca nell’Albiceleste per la Confederations Cup del 2005.

Quindi il percorso in Serie A, le maglie di Fiorentina, Napoli, Genoa e Torino tra le altre.

La capacità di scrutarsi allo specchio in prossimità del traguardo. Il coraggio di guardarsi dentro e ricominciare da Busto Arsizio. Calandosi in una dimensione calcistica lontana anni luce dal fulgore delle grandi platee.

La Pro Patria e la Serie D. Mario chiude gli occhi e spinge forte. Guarda avanti, trova ancora la sua strada. Il profumo dell’erba come bussola, la sfera di cuoio amica eterna ed inseparabile. Torna sempre e si lascia guidare da chi sa come trattarla. Il sentiero è ripido e tortuoso, ma passione e spirito di sacrificio possono trasformarlo in un red carpet. C’è sempre una fascia da arare, un avversario da saltare, una giocata da inventare. Da capitano, Santana riporta nel 2018 la Pro Patria in Serie C (29 presenze e 16 gol) vincendo il campionato e e conquistando lo scudetto dilettanti.

Bella pagina di un libro che pare aver ancora capitoli affascinanti da scrivere. Il Palermo ha lanciato in orbita Santana agli albori della sua carriera. Mario, adesso, vuole ricambiare il favore. Contribuendo a riportare il club rosanero nell’universo del calcio professionistico. Moto d’orgoglio, sussulto del cuore. Omaggio a quella che ormai è la sua città, la sua gente. Un sogno che ha coltivato intensamente, con cura e pudore. Un’estate calda quella del talento argentino. Mario si è allenato quotidianamente e con profitto. Parlando poco e sudando tanto. Umiltà, lavoro e fatica, in attesa di comprendere se quel sogno potesse o meno trasformarsi in una candidatura credibile.

Il primo confronto interlocutorio con l’amministratore delegato, Rinaldo Sagramola, il dirigente romano positivamente colpito dalla voglia, dall’entusiasmo, dalla feroce determinazione di Mario. Io ci sono, sto bene, in Serie D posso ancora fare la differenza.

Non pensieri e parole al vento, i numeri raccontano una verità inconfutabile: 86 presenze complessive e 31 gol con la maglia della Pro Patria negli ultimi tre anni tra Serie C e D. Il desiderio bramoso di tornare a indossare quella maglia, di recitare da protagonista in quello stadio. Un sogno, quando è puro, non ha prezzo. Non c’è di fatto stata trattativa sotto il profilo economico. Il talento argentino ha anteposto l’aspetto affettivo e motivazionale. L’argomento ingaggio per il classe 1981 non è mai stato un criterio di valutazione né oggetto di negoziazione alcuna. Mario voleva solo chiudere il cerchio, dove tutto è magicamente iniziato. Provare a restituire, almeno in parte, quanto Palermo ha dato al Santana uomo e calciatore. Presa di posizione lodevole e molto apprezzata dal club. Tutt’altro che scontata e dovuta, seppur nella fase finale di una brillante carriera. Atto d’amore prontamente corrisposto. Mirri ha ancora negli occhi l’epica cavalcata di Mario sulla fascia destra, sotto una pioggia torrenziale, culminata nel gol di Toni contro la Roma.

Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di Mediagol.it, l’esterno offensivo argentino ha sottoscritto con il Palermo di Hera Hora un contratto annuale che prevede una parte di ingaggio a base fissa, unitamente ad una serie di bonus legati a presenze e gol, subordinati al perseguimento di obiettivi individuali e collettivi.

Il “Barbera” è pronto a riabbracciare il figliol prodigo. Santana scalpita.  Maglia rosanero sulla pelle e sfera incollata al piede. Mario vuole tornare a volare…

 

 

 

 

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