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Inchiesta Palermo Calcio: la soffiata di una talpa ha evitato l’arresto a Zamparini?

PALERMO, ITALY - DECEMBER 12:  US Citta di Palermo owner Maurizio Zamparini (R) and Team Manager Vincenzo Todaro look on at Carmelo Onorato training center on December 12, 2017 in Palermo, Italy.  (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti sono finite anche modalità e tempistiche relative alle dimissioni dalla carica di consigliere delegato della società rosanero di Maurizio Zamparini

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L'aspetto che più ha insospettito la Procura  è principalmente relativo a modalità e tempistiche della rinuncia alla carica di consigliere delegato da parte del patron. Secondo quanto riportato da "La Repubblica", i pm di Palermo hanno trasmesso alla procura di Caltanissetta, specializzata nell'ambito dei reati commessi nell'ambito della magistratura, gli atti sulla fuga di notizie che avrebbe permesso a Zamparini di dimettersi preventivamente ed evitare l'esecuzione nei suoi confronti una misura cautelare.

L'ipotesi è quella dell'esistenza di una "talpa" all'interno del palazzo di giustizia che avrebbe avvisato Zamparini sull'imminente richiesta di arresto da parte degli inquirenti nei suoi confronti. Le indagini si sono concentrate sul 2 maggio, giorno nel quale Giammarva telefonò a Zamparini per avvisarlo che sarebbe andato a trovarlo ad Aiello del Friuli, con il patron che il giorno dopo lasciò tutte le cariche che ricopriva.

Difficile stabilire chi sia la "talpa" ed individuare in tempi brevi dinamiche ed eventuali responsabilità, ma le tempistiche delle dimissioni fanno riflettere anche la Procura. Il pool di magistrati titolare dell'inchiesta vuole vederci chiaro sulla soffiata che avrebbe permesso a Zamparini di evitare l'arresto poiché l'8 maggio non ricopriva nessuna carica ufficiale all'interno del club rosanero.