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Milan-Fiorentina, Giampaolo: “La mentalità può fare la differenza. Modulo? Non mi piace cambiare, la Juventus di Allegri…”

Le dichiarazioni del tecnico rossonero, Marco Giampaolo, alla vigilia della sfida contro la Fiorentina

Mediagol93

E' tutto pronto per Milan-Fiorentina.

Tornare a vincere per archiviare definitivamente il ko maturato contro il Torino: questo l'obiettivo dei rossoneri che, nella 6^ giornata di Serie A, saranno chiamati a scendere in campo per affrontare la Fiorentina di Vincenzo Montella reduce invece da un successo maturato contro la Sampdoria. Un obiettivo di cui il tecnico Marco Giampaolo ha parlato nella consueta conferenza stampa pre-gara.

"Le partite sono tutte complicate, le devi sudare tutte. È la mentalità che deve fare la differenza. Cerco di rispettare ogni avversario e di giocare con mentalità, non con il braccino corto. Gli atteggiamenti sono la cosa più importante. Donnarumma ha detto che tutti i giocatori sono con me? Mi ha fatto piacere. Ai calciatori non puoi mai mentire, sei lui si espone e perché lo sente, ci crede. Contro il Torino abbiamo avuto il torto di non chiudere la partita, di non ammazzarla, è quella la strada per portare a casa la vittoria. In certi momenti non siamo riusciti a fare un buon filtro, ma per buona parte della gara mi sono divertito. La squadra giocava e provava certezze nel giocare. La gestione di alcuni momenti non è stata ottimale ma per alcuni dettagli. La fiducia non è qualcosa che qualcuno ti regala perché sei bello, alto e hai gli occhi azzurri, è un discorso complesso da affrontare, per voi  conta il risultato, per qualcun altro dare fiducia può significare dare importanza a un processo di lavoro. Ho fatto anche il dirigente nel mio piccolo e so cosa può pensare un club. Si chiede se ha credibilità, se c’è da credere nel progetto, se ha perso il gruppo e via così. Le valutazioni sono diverse da vittorie e sconfitte, contano i contenuti e se hanno ritenuto di esporsi vuol dire che hanno fatto le loro valutazioni". 

L'allenatore si è inoltre espresso sulla posizione di Piatek: "In quella posizione ritrova il suo habitat, è abituato a giocare lì. Leao ha le caratteristiche per giocare di là. La sensibilità dei giocatori di trovarsi gli spazi è figlia delle sue qualità. Dobbiamo cercare di portare molti giocatori nella metà campo offensiva. Rimane più difficile con squadre che difendono in dieci giocatori. Loro due non escludono gli altri, io sono attento a quello che i calciatori riescono a dare nel collettivo. Non c’è un problema di attaccanti, nelle prime partite ci sono mancate le occasioni. La mentalità del Milan è quella di attaccare sempre, dobbiamo giocare offensivi

Chiosa finale sul modulo: "Il modulo? A me non piace cambiare, quando cambi perdi riferimenti, dobbiamo proseguire in una direzione. Conta poco, non vince il modulo ma le caratteristiche dei giocatori. La Juve di Allegri ha vinto cambiando tante volte il sistema di giocoI nuovi stanno migliorando, ma c'è da lavorare ancora tanto. Le sintonie devono essere ancora sviluppate".