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Cassano, una vita da Fantantonio: da Bari a Madrid, l’amore per la madre e Garrone…

Cassano, una vita da Fantantonio: da Bari a Madrid, l’amore per la madre e Garrone…

Antonio Cassano sarà il prossimo protagonista de 'I Signori del Calcio': l'ex attaccante pugliese ha parlato della sua vita e della sua lunga carriera da calciatore

Mediagol52

Antonio Cassano: una vita da combattente.

L'attaccante pugliese durante la sua lunga carriera, ha vestito maglie importanti come quella di Milan, Inter, Roma e Real Madrid, con un'importante parentesi anche in Nazionale, dove ha indossato la numero 10 durante gli Europei del 2012 giocati in Polonia e Ucraina. Sarà lui il prossimo protagonista della nota rubrica di Sky Sport "I Signori del Calcio", durante la quale parlerà della sua infanzia e dei momenti che hanno segnato la sua vita calcistica.

Fantantonio ha inizialmente risposto ad una domanda relativa alle persone che ha incontrato durante la sua carriera: "La migliore che ho incontrato è stato il Presidente Garrone. Ancora oggi, a distanza di tanto tempo, mi emoziono sempre a parlare di lui, perché era una persona introvabile nel mondo del calcio, onesto, perbene, educato, generoso, rispettoso: aveva tutte le doti di un uomo perfetto. E mi voleva bene come un padre. Mi sono legato tremendamente a lui, che vedevo come il padre che non avevo mai avuto. Lui mi dava tutte le attenzioni, qualsiasi cosa avessi bisogno, mi dava consigli. L'errore più grande della mia vita è stato mancargli di rispetto, anche se poi ho chiarito. 

In seguito ha raccontato della sua difficile infanzia: "La mia infanzia è stata difficilissima perché non potevo mangiare, non avevamo soldi per andare avanti. Poi nascere a Bari nei vicoli è sempre complicato, puoi prendere strade sbagliate. Io mi reputo un ragazzo molto intelligente, perché sono arrivato ad un punto e mi sono detto che dovevo dedicare la mia vita solo al calcio, non ho mai bevuto né mi sono drogato. Fino a 17 anni c’è sempre stato il pericolo che potessi dire dall'oggi al domani: 'Non faccio il calciatore, non guadagno niente, mi son stancato, prendo un’altra strada'. Il percorso pericoloso era sempre lì: fino a che non diventi professionista e guadagni dei soldi, ti viene da andare a guadagnare qualche soldo facile. Da quel punto di vista sono sempre stato a modo, andando dritto per la mia strada. La mia idea è sempre stata di dare una soddisfazione a mia mamma che ha fatto tutto per me e fare il calciatore. Avevo qualità incredibili e ho sfruttato la mia dote. Ho sempre voluto fare il calciatore, far stare bene mia mamma, star bene io, senza darle un’altra grande delusione, perché ne abbiamo avute tante"

Una vita difficile, segnata anche dall'assenza di una figura paterna: "La cosa che posso dire è che se cresci con entrambi i genitori cresci meglio, questa è la realtà dei fatti. Io ho avuto una grande fortuna, quella di avere una mamma eccezionale che ha fatto sia da madre sia da padre, ma la figura del padre mi è mancata negli anni. Devo ringraziarlo perché con mia mamma mi hanno messo al mondo, però più di questo non posso dire perché io e mia mamma ci siamo rimasti talmente male, abbiamo sofferto tanto per la sua assenza".