Le dichiarazioni del direttore generale del Cittadella, Stefano Marchetti sull'attuale sessione estiva di calciomercato e sul futuro del tecnico Gorini

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Stefano Marchetti ha dimostrato negli anni di coordinare e sincronizzare al meglio i vari ambiti all'interno del Cittadella, riuscendo a coniugare aspetti gestionali ed amministrativi con quelli tecnici e sportivi, centrando obiettivi economici e strettamente di campo, scoprendo e valorizzando prospetti sconosciuti, poi divenuti importanti nel panorama calcistico nazionale. 18 anni di gestione consecutivi, uomo di fiducia della famiglia Gabrielli,  proprietaria del club veneto e asse centrale nel progetto della società. Riferimento imprescindibile dell'area tecnica, collante e filtro tra calciatori e società.

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Cittadella, plus Marchetti: identità, giovani e stabilità, Dg griffa un progetto top

Il polo manageriale della formazione granata - nel corso della giornata di oggi- ha rilasciato un'intervista ai microfoni del quotidiano "Il Gazzettino" sull'attuale sessione di calciomercato e sul futuro del tecnico Edoardo Gorini. Di seguito, le sue parole:

«C’è un grande problema, di cui nessuno parla, ed è quello della composizione della lista dei cosiddetti “Over”: in questo momento ne ho più di qualcuno oltre il limite dei diciotto, quindi cinque o sei giocatori dovranno cambiare maglia. E questo non perché lo voglio io, ma perché lo impongono le regole. I classe 1999 sono diventati “Over”, sto parlando di Antonucci, Danzi e Mastrantonio. E anche Tavernelli, rientrato dal prestito, è un 1999, fuori lista è pure Icardi, altro ritorno a Cittadella. Quindi diversi calciatori saranno sacrificati, anche contro la mia volontà. Dovrò fare delle scelte infelici, a malincuore. Al Cittadella alle uscite corrisponderanno delle entrate e da parte mia c’è il desiderio di cambiare qualcosa, non solo in attacco ma in ogni reparto: mi sto muovendo a 360 gradi, ma in questo momento più di trattative parlerei di sondaggi, più avanti vedremo quale pista sarà percorribile. Gorini? La situazione è molto semplice e serena: ci dobbiamo vedere, parlare e confrontare, come faccio per tutti. Gli devo illustrare i miei progetti, lui li deve condividere, e se ci troveremo d’accordo si continuerà assieme. Se così non dovesse essere, se dovessero insorgere dei problemi, solo in quel caso comincerò a guardarmi attorno per altri allenatori».

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