Catania, lo sfogo di Lo Monaco: “Io aggredito alle spalle, poteva scapparci il morto. Vi racconto…”

Catania, lo sfogo di Lo Monaco: “Io aggredito alle spalle, poteva scapparci il morto. Vi racconto…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato del Catania prima di entrare in Procura: “Non denuncio, non sono abituato”

Parola a Pietro Lo Monaco.

Dopo la conferenza stampa fiume (LEGGI QUI) e le dimissioni da direttore generale rassegnate nella giornata di martedì, l’esperto dirigente originario di Torre Annunziata ieri mattina è stato insultato ed aggredito da un gruppo di ultras del Catania che si trovavano sul traghetto per Villa San Giovanni (QUI I DETTAGLI E LA RICOSTRUZIONE).

I supporters rossazzurri e Lo Monaco erano in viaggio sullo stesso mezzo di trasporto per raggiungere Potenza, dove ieri pomeriggio è andata in scena la sfida di Coppa Italia, vinta proprio dagli etnei. “Quel che mi ferisce dentro? Essere stato aggredito alle spalle. In quei momenti non capisci molto. Ero andato nella zona del bar per bere un caffè e sono stato aggredito”, ha dichiarato Lo Monaco questa mattina, come riportato da Gazzetta.it.

L’amministratore delegato del Catania è stato convocato in Procura. “Non denuncio. Chi ha fatto questo si è firmato. Ci sono telecamere. Ed è andata bene, poteva scapparci il morto. Essere aggredito di spalle in mezzo a un gruppo di persone non è una cosa bella. L’episodio di ieri è stato preannunciato da striscioni, dalla testa di porco lasciata al campo tempo fa, da una campagna social pazzesca che non riesco a capire da dove viene. L’episodio culminante è stato quello di ieri, ma c’è una storia che porta a tutto questo. Le dichiarazioni del sindaco? Poteva evitarle, le cose che abbiamo sentito sono tutte cause scatenanti”, sono state le sue parole.

“La vera escoriazione non ce l’ho sul viso, ce l’ho dentro, non potete immaginare cosa significa essere violati. Non ti aspetti l’aggressione, dunque non so fino a che punto ho avuto la lucidità di ragionare, portando il gruppo all’esterno del bar. Sono stato per cinque minuti in balia. Mi hanno detto le cose più becere. Ma non denuncio, non sono abituato. Ripeto, chi ha fatto tutto questo s’è firmato. Mi auguro che da questo episodio si prenda spunto per isolare i violenti dai veri tifosi. I veri tifosi non fanno quello che hanno fatto. Quando si dà voce ai violenti il risultato è questo. I fatti, i commenti, i personaggi pubblici influiscono e indirizzano”, ha concluso Lo Monaco.

 

 

 

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