L'ex centrocampista del Manchester United, Paul Scholes, è tornato a parlare dell'addio di José Mourinho ai Red Devils

Il Manchester United sembra rinato.

Dopo l'addio di José MourinhoRed Devils hanno subito cambiato marcia: il tecnico ad interim, Ole Gunnar Solskjaer, sta guidando la squadra verso una miracolosa rinascita. Da quando l’eroe della finale di Barcellona ha preso il posto dello Special One, infatti, i Diavoli Rossi hanno messo insieme ben sei vittorie di fila. Nello spogliatoi regna l'armonia, con Paul Pogba che è tornato leader sia in campo che fuori, Jesse Lingard ha ripreso a sorridere e Marcus Rashford ha rifiutato persino un’offerta del Real Madrid.

Paul Scholes

Ma l'ex centrocampista Paul Scholes, simbolo dell’ultima epopea United con Ferguson in panchina, intervenuto ai microfoni della tv norvegese TV2, è tornato a parlare dell'addio di Mourinho, sostenendo che l'intento dell'ex tecnico dell’Inter del Triplete, fosse già da tempo quello di lasciare il club inglese: "Credo che Mourinho non volesse più rimanere, la situazione era diventata insostenibile. Quindi ha organizzato perfettamente il suo addio: le conferenze erano imbarazzanti ed era ovvio che alla fine i calciatori non volessero giocare per lui. Alla fine è successa la cosa giusta".

"Mourinho ha litigato anche con Antonio Valencia - ha continuato Scholes -, il ragazzo più buono del mondo con il quale litigare è davvero impossibile. Da lì ho capito che c’era davvero qualcosa che non andava. Il suo atteggiamento non mi è piaciuto sin dal ritiro, lì ha cominciato a lamentarsi dicendo che i suoi ragazzi non erano abbastanza bravi: un allenatore non si comporta così - ha concluso -".

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