Di Natale ammette: “Rifiutai la Juventus. Fu una scelta di cuore, stavo bene a Udine”

Di Natale ammette: “Rifiutai la Juventus. Fu una scelta di cuore, stavo bene a Udine”

Le dichiarazioni dell’ex attaccante dell’Udinese, fresco di ritiro: “Rifiutai la Juventus perchè stavo bene a Udine, ero legato alla maglia e ai tifosi”.

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“Ho smesso di giocare perchè quando si spegne qualcosa a livello mentale è giusto capire che è il momento giusto per fermarsi”.

Lo ha detto Antonio Di Natale, intervistato ai microfoni di ‘Radio Incontro Olympia’. L’ex storico attaccante dell’Udinese, che ha ripercorso alcune tappe della sua lunga carriera, è tornato a parlare del suo addio al calcio giocato.

“Ho sempre dato tutto sul campo, fare dieci-quindici minuti non faceva per me. Sono tornato ad Empoli e faccio il papà a tempo pieno. Non mi manca nulla per il momento. Non ho rimpianti, mi sono tolto le mie soddisfazioni – ha dichiarato il classe ’77 -. Rifiutai la Juventus perchè stavo bene con la mia famiglia a Udine, ero legato alla maglia e ai tifosi e sapevo di essere importante lì. È stata una scelta consapevole, presa con il cuore e con la testa. Invece, non sono mai stato realmente vicino a vestire la maglia della Lazio: ci fu soltanto una chiacchierata informale ai tempi del trasferimento di Rocchi, ma nulla di più”.

Udinese, Sanchez e i Pozzo – “Il giocatore più importante con il quale ho giocato è stato Sanchez, ho sempre detto a tutti che era un fenomeno. Si vedeva già quando era giovanissimo e la sua carriera sta dimostrando che non mi sbagliavo. Il suo talento era incredibile e inconfondibile. La famiglia Pozzo è sempre stata la più brava a scoprire e a valorizzare grandi talenti. Negli anni di Guidolin avevamo tanti talenti e almeno 7-8 giocatori italiani di grande livello. Un modello simile a quello del Sassuolo. Ci vuole pazienza, e con i giovani italiani ne abbiamo sempre troppo poca. Anche i nostri allenatori stanno dimostrando di essere i migliori, se ne sono accorti anche all’estero. Ranieri è l’emblema del nostro calcio”.

Su Baldini e Rocchi – “Io ho avuto tanti allenatori importanti, ma su tutti devo ringraziare Silvio Baldini che ha creduto in me e mi ha valorizzato insegnandomi tanto. Quando è arrivato ha lavorato benissimo e ha valorizzato tanti giocatori. Lui è stato il primo a giocare con il 4-2-3-1. Avevamo tanta qualità, c’era anche Tommaso Rocchi, spesso veniva impiegato largo in attacco, a volte da centrale. Quando è arrivato Rocchi si vedeva che aveva qualità, ma soprattutto vedeva la porta come pochi. È stato un grandissimo giocatore e la sua carriera lo dimostra”, ha concluso Di Natale.

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