Serie A, Spalletti-Mazzarri: scintille e frecciate al termine di Torino-Inter. A fine gara…

Serie A, Spalletti-Mazzarri: scintille e frecciate al termine di Torino-Inter. A fine gara…

“Mazzarri ha paura della sua ombra”, ha dichiarato Spalletti nel post-partita di Torino-Inter. E il tecnico granata…

di Mediagol93

Uno scontro dentro e fuori dal campo, quello che ha visto protagonisti Walter Mazzarri e Luciano Spalletti, che nella giornata di ieri si sono trovati a sfidarsi allo stadio Olimpico con le loro rispettive squadre, Torino e Inter.

A scatenare il battibecco – durato più di qualche battuta – una stretta di mano apparsa un piuttosto “atipica” fra i due, che avrebbe evidenziato una certa diffidenza da parte di Mazzarri nello stringere la mano al collega. Nel corso del post-partita, inoltre, il tecnico dei nerazzurri ha stuzzicato l’ex allenatore del Watford sul comportamento adottato: “Mazzarri è uno che ha sempre un po’ di timore anche quando vince: hai vinto? Non c’è da aver timore, la partita è finita. Non darmi la mano con la puntina, se non me la vuoi dare non me la dai…”, ha dichiarato Spalletti.

Secondo quanto riportato da “Tuttosport”, i motivi che avrebbero spinto il coach del Toro ad essere restio, in realtà, sarebbero riconducibili ad una battuta che Spalletti avrebbe rivolto a Mazzarri al termine del match: “Hai un c**o!”, una frase che il mister non avrebbe gradito e a cui avrebbe risposto: “Questo è matto”.

“Ohi Mazzarrino, che c’hai sempre paura della tua ombra…”, ha detto ancora Spalletti. Un attacco a cui il tecnico ex Inter e Napoli ha prontamente risposto: “Io sono un toro maremmano e tu un toscano di collina, con me a braccio di ferro perdi sempre”.

Una diatriba, quella portata avanti dai due, che si è poi conclusa con le ironiche dichiarazioni rilasciate ai microfoni della stampa dallo stesso Mazzarri: “Spalletti andava verso il campo, sono andato io a dargli la mano partendo dalla mia panchina, lui non pensava di darmela, andava forse a salutare gli arbitri e ha fatto un sorriso strano quando mi ha visto. Io non gli ho detto una parola: volevo avere rispetto di lui che aveva perso, ma magari uno ad una certa età le cose se le scorda dopo un’ora. Adesso Spalletti avrà tanti pensieri per la testa, se non si ricorda le cose ci può stare, ha anche qualche anno più di me…”.

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