Morte Astori, Ferrero: “Ieri ha vinto il dolore. Non giocare è un giusto segnale di unità, i calciatori sono uomini…”

Morte Astori, Ferrero: “Ieri ha vinto il dolore. Non giocare è un giusto segnale di unità, i calciatori sono uomini…”

Le parole del presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, a proposito della scelta di rinviare le gare in programma ieri a seguito della morte di Davide Astori.

Non ha avuto alcun dubbio Massimo Ferrero riguardo alla scelta di rinviare tutte le gare in programma ieri a seguito della morte improvvisa del difensore e capitano della Fiorentina, Davide Astori: il presidente della Sampdoria si è espresso stamane prima della riunione in Lega Serie A, ai microfoni di ‘RMC Sport’, a proposito del lutto che ha colpito il mondo del calcio.

Il rinvio della 27esima giornata? E’ stato un segnale importante. E’ successa una cosa inspiegabile, per me è stato giusto perché i giocatori si incontrano, giocano, lottano, ma si conoscono bene o male tutti quanti. Un calciatore che è amico di un altro calciatore con che testa poteva andare in campo? Per questo secondo me è stato giusto, un bel segnale di unità dello sport. Lo sport è sport. Ieri ha vinto il dolore. Astori da avversario? Io ho una moglie che è fiorentina, Firenze è il paese delle meraviglie, è una città meravigliosa. Sembra una città di cartone in cui si conoscono tutti. Io ho avuto modo di conoscerlo questo ragazzo. Ripeto, ieri ha semplicemente vinto lo sgomento. Noi facciamo spettacolo, dobbiamo insegnare ai ragazzi tante cose. Ieri è arrivato un colpo di scena inaspettato e ha vinto il dolore, lo sgomento. Io ho saputo la notizia appena sono arrivato a Verona. A Bergamo, in autostrada, pensavo a come avrei potuto dire a Viviano di andare in campo. Oltre ad essere sportivi, i calciatori sono uomini. Ci sono umanità e sensibilità nel mezzo, io li ho trovati a pranzo e non mi sono sentito di dirgli di andare in campo. Nonostante quel che si dice il Viperetta ha un cuore.

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