Roma-Juventus, Ranieri: “Servirà una reazione d’orgoglio, bianconeri al top”. E sul futuro…

Roma-Juventus, Ranieri: “Servirà una reazione d’orgoglio, bianconeri al top”. E sul futuro…

Le dichiarazioni del tecnico giallorosso Claudio Ranieri all’anti-vigilia di Roma-Juventus

Roma-Juventus sarà il big match della trentaseiesima giornata del campionato di Serie A.

Il tecnico giallorosso Claudio Ranieri, intervenuto in conferenza stampa all’anti-vigilia della sfida contro i bianconeri, ha parlato del momento che i suoi stanno vivendo: “Dovremo essere concentrati, far vedere la reazione d’orgoglio. Sono arrivato che era difficile entrare in Champions. Non dobbiamo lasciare nulla di intentato, la cosa importante è non chiudere col rammarico. Tutti vogliono vincere, ma poi lo fa solo la Juve. Complimenti a loro. Diciamo che nelle squadre top la Juventus è un grandissimo punto di riferimento. E quindi penso che per la Roma sia vitale avere lo stadio di proprietà. Poi potrà iniziare la rincorsa alla Juve, senza lo stadio avrà grosse difficoltà. La determinazione, le caratteristiche della squadra, vengono dal carattere dei giocatori. Magari un allenatore non ha tanto carattere, ma ce l’hanno i suoi giocatori: allora bastano due parole e tirano fuori il meglio. La cosa migliore è costruire una squadra in sintonia con l’allenatore”.

L’allenatore, inoltre, ha parlato dei giocatori a sua disposizione: “Dzeko è molto forte. Molto determinato, si allena sempre bene. Ci sta un anno in cui magari fai meno gol rispetto ad altre annate. Però la sua voglia e la sua determinazione mi hanno fatto sempre scegliere lui. È importante per la Roma, anche se non segna tanto fa un gioco importante per i compagni. Di Zaniolo ne abbiamo parlato più volte, lui è una mezzala a tutto campo. Per me è stato importante sia come trequartista che come esterno di destra. Non è il suo ruolo, nessuno dei due, ma ha una prestanza tale per cui può farli entrambi. È ovvio che un ragazzo così giovane, con tutta l’attenzione, non possa essere sempre al 100%. Però ultimamente l’ho visto rinfrancato e voglioso. Vede la porta come pochi. L’infortunio gli ha fatto perdere alcune sue qualità. Durante gli allenamenti è vero che si avvicina sempre di più, quello che deve migliorare è che nel 4-2-3-1 gli esterni devono rientrare. Non può restare lì davanti: so che è un finalizzatore e non uno che recupera, però se non torna poi il terzino è sempre 2 contro 1. Deve migliorare in quello. Pastore l’ho visto bene. Non ha accusato il colpo dell’esclusione ed è importante: ci sono giocatori sensibili e pensano che l’allenatore non abbia fiducia. Invece ha capito la scelta, si è allenato bene e ha la possibilità di essere scelto. Santon e Karsdorp si sono allenati bene in settimana, stanno bene ma non hanno i 90 minuti. Florenzi è un jolly, può giocare sia alto che basso e possiamo avere sempre la possibilità di utilizzarlo nei due ruoli”.

E sul suo futuro ai capitolini: “Io una volta firmato ho già deciso, sapevo di essere venuto in un momento di bisogno della mia squadra del cuore. Finito il campionato, finito il lavoro. È logico che mi sento di promuovere la mia squadra del cuore, la Roma è un bene inestimabile. Avevo detto che sarei andato a prendere Conte all’aeroporto, magari vado a prendere qualcun altro (ride, ndr). Io sono venuto perché sono tifoso della Roma, mi hanno chiamato e sono venuto con volontà. Tutto qui”.

Infine, una battuta sulle quattro squadre inglesi in finale nelle competizioni europee: “Un po’ mi ha sorpreso. Anni fa feci questo discorso: loro non hanno un break invernale, non si arriva a fine stagione con tutte le energie proprio per questo. Che andava a discapito della fase finale delle coppe e anche della Nazionale. Evidentemente gli allenatori hanno cambiato qualcosa, c’è stato anche quel quid bellissimo che è il calcio e che ha fatto sì che fosse possibile. Klopp sta facendo un lavoro stupendo perché ha giocatori che sposano la sua filosofia. E allora si vede un Liverpool spumeggiante. Sono contento che sia riuscito a far vedere alla fine quello che si vedeva all’inizio: finora la lacuna erano gli alti e bassi. Faceva alcune cose in casa e altre in trasferta. Ora le fa sia in casa che in trasferta“.

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