Troianiello:”Mi sentivo un giocatore, poi andai a Palermo.Dybala? Devo insegnargli a vestire bene”

Troianiello:”Mi sentivo un giocatore, poi andai a Palermo.Dybala? Devo insegnargli a vestire bene”

“Basta che mi chiamino in fretta, se sto a casa impazzisco”. E’ impaziente Gennaro Troianiello, lasciato a casa dal Palermo con cui ha ancora un anno e mezzo di contratto e reduce dal numero record.

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“Basta che mi chiamino in fretta, se sto a casa impazzisco”. E’ impaziente Gennaro Troianiello, lasciato a casa dal Palermo con cui ha ancora un anno e mezzo di contratto e reduce dal numero record di 4 promozioni in Serie A in 5 anni. Ma quando arriva il momento di affrontare la massima serie i club lo scaricano puntualmente: è successo a Siena, Sassuolo, Palermo e adesso al Bologna. “Al Siena c’era Conte – ha ricordato alla Gazzetta dello Sport -, un uomo vero prima che un grande tecnico. Mi ha aiutato molto, anche fuori dal campo, ci sentiamo molto spesso: gli ho detto che se vuole vincere mi deve chiamare in Nazionale. Anche al Sassuolo un grande gruppo. Quello è il segreto: se il gruppo è forte, puoi superare i momenti brutti. Lì mi sentivo ancora giocatore, poi sono andato al Palermo, mi ha voluto Gattuso, con lui giocavo. Ma è arrivato Iachini, che non gioca con gli esterni, e così… Ricordo la città, che mi ha adottato come un figlio. E poi Dybala, diventerà un campione: deve solo migliorare nell’abbigliamento, se vuole gli faccio da personal shopper. Al Bologna è stata sofferta per i playoff, certo, ma anche perché è stato l’anno in cui ho giocato meno: quando Lopez dopo poche giornate rinuncia agli esterni, per me è finita. E pensare che a gennaio dovevo andare a Frosinone: sarei andato in A lo stesso!”.

L’esterno campano ha parlato della sua ultima squadra, il Bologna, che si appresta ad affrontare la massima serie. “Devono rinforzare la squadra, perché la A è tosta, ma la società è forte. Pensate che a Tacopina ho insegnato io l’italiano! Anche Saputo è una grande persona, sono miliardari ma molto disponibili e gentili. Io aspetto, chi vuole andare in A sa chi chiamare… In fretta però, vorrei andare in ritiro! Non ho preferenze, ma il Cagliari non sarebbe male… In ogni caso, basta che sia una squadra che gioca con gli esterni, con il 4-3-3 o il 4-4-2. Sogno di essere allenato da Benitez, ma ora che è al Real sarà un po’ difficile andare”.

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