PALERMO: ECCO IL CODICE DEL TECNICO IACHINI

PALERMO: ECCO IL CODICE DEL TECNICO IACHINI

L’edizione odierna del Corriere dello Sport, svela la ricetta e i segreti del tecnico del Palermo, Giuseppe Iachini. Si tratta di una specie di decalogo che il mister di Ascoli Piceno ha voluto.

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L’edizione odierna del Corriere dello Sport, svela la ricetta e i segreti del tecnico del Palermo, Giuseppe Iachini. Si tratta di una specie di decalogo che il mister di Ascoli Piceno ha voluto mostrare alla squadra in vista del ritiro estivo e della prossima stagione. Mediagol.it vi propone un estratto dell’articolo.

1. Massima dedizione e applicazione a livello fisico, tecnico e tattico. Fin dal primo giorno. Ritiro vuol dire sacrificio. Gli allenamenti saranno duri. Chi non segue, rischia di autoescludersi.
2. La tattica sarà quella della stagione trionfale. Dunque promossa a pieni voti: 3-5-2, con regista classico e attaccanti dalle caratteristiche diverse da utilizzare a seconda delle circostanze. Prima regola, non subire gol.
3. Nuovo progetto-ritiro, dallo spogliatoio agli orari, dai pasti agli accoppiamenti in camera, al ritmo degli allenamenti. A Coccaglio, ha confessato uno per uno i convocati.
4. Recuperi, alimentazione e diete controllate. Riposare bene e ad orari precisi, nelle camere temperature adeguate.
5. Tracciate già le basi per un percorso di convivenza e di rispetto reciproco. Un vademecum delle cose da fare e da non fare con multe per i trasgressori che vanno da dieci, a cento o anche a mille euro. Proibiti gesti eclatanti al momento delle sostituzioni. Il ricavato verrà devoluto in beneficenza.
6. Non ci sono per definizione titolari e riserve. Tutti devono sentirsi importanti anche se non si gioca dal primo minuto. Ognuno alla fine avrà la sua parte di gloria.
7. La scelta sarà dettata dalla condizione fisica, dalla lettura della partita e dall’avversario. Tutti possono contare sulla stima del tecnico. Il suo motto: “I panchinari di oggi possono diventare i titolari di domani”.
8. Rapporto con l’allenatore. […] Non necessariamente amicizia, ma collaborazione, professionalità, rispetto. E stima che non si ottiene a parole, ma sul campo, mettendosi al servizio della squadra.
9. Sana e leale competizione. Sempre finalizzata al bene comune, alla società e ai tifosi. “E’ sempre il collettivo che deve esaltare il singolo”.
10. Spirito di squadra innanzitutto. Fame di successi, nessuna paura”.

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