IL PALERMO VINCE CON LA TESTA IACHINI TORNA IN VETTA.

IL PALERMO VINCE CON LA TESTA IACHINI TORNA IN VETTA.

di Leandro Ficarra Missione compiuta. Il Palermo batte il Cittadella, rispetta il pronostico e riconquista la vetta della classifica operando il sorpasso sull’Empoli. Pomeriggio perfetto per.

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di Leandro Ficarra Missione compiuta. Il Palermo batte il Cittadella, rispetta il pronostico e riconquista la vetta della classifica operando il sorpasso sull’Empoli. Pomeriggio perfetto per gli uomini di Iachini, bravi a venire a capo di una sfida che nascondeva insidie di matrice più mentali e psicologiche che non prettamente tecniche. Il gap di spessore tra le due formazioni è parso fin da subito piuttosto evidente, ma il Cittadella si è comunque mostrata formazione ostica e ben organizzata sul piano squisitamente tattico. I rosanero hanno interpretato il match con sagacia e pazienza, non scomponendosi oltremodo dopo i primi venti soporiferi minuti in cui hanno faticato a far breccia nell’ordinato dispositivo difensivo veneto. In assenza di incisività ed armonia in sede di azione manovrata, l’undici siciliano ha capitalizzato al meglio le palle inattive, trasponendo al meglio sul terreno di gioco la bontà del lavoro specifico svolto in queste settimane. Eroe di giornata Ezequiel Munoz, letale e tempestivo a svettare, per ben due volte, su altrettante parabole magistralmente disegnate da capitan Barreto. Il doppio vantaggio ha fatto pericolosamente calare la soglia di tensione e di attenzione alla compagine di Iachini, e come repentina conseguenza è arrivato in chiusura di prima frazione l’autogol di Andelkovic , che ha premiato l’orgogliosa reazione della squadra di Foscarini. La ripresa è filata via piuttosto liscia, con gli unici brividi causati dagli stessi difensori rosa, rei di alcuni eccessi di supponenza. Nel complesso il Palermo ha difeso il vantaggio con ordine, complice anche la pochezza offensiva del sodalizio veneto, trovando il modo di chiudere la contesa con una perla di Abel, che con una giocata di classe e di giustezza ha trovato gol e fiducia per il futuro. Non è stata una prova particolarmente scintillante sul piano della qualità e dell’intensità di manovra, ma per la tipologia della gara e l’atteggiamento dell’avversario non era lecito attendersi qualcosa di diverso. Convincente la maturità, la sagacia tattica, l’autorevolezza con cui il Palermo ha disposto del più debole avversario, sfruttando adeguatamente le palle inattive, vero e proprio valore aggiunto in partite così tatticamente intricate. Due erano gli obiettivi alla vigilia: ottenere i tre punti e, possibilmente tornare in vetta alla classifica. Centrati entrambi. Concretezza, pragmatismo e continuità sono peculiarità imprescindibili nella corsa alla promozione. Il Palermo di Iachini, numeri alla mano, incarna alla lettera tali requisiti. Autostima e primato in classifica aiutano a focalizzare meglio gli aspetti perfettibili e le lacune da colmare in organico, operando in maniera serena ed oculata nell’imminente sessione invernale di mercato. Niente tridente, come paventato nell’imminente vigilia, per il Palermo di Iachini. Solito 3-5-2, con Milanovic a rilevare lo squalificato Terzi in difesa, e la sorpresa Ngoyi dall’inizio per una mediana tutta corsa e muscoli con Bolzoni e Barreto. Pisano vince a destra il ballottaggio con Morganella, Daprelà confermato sull’out opposto. Lafferty e Belotti formano il duo offensivo con Abel scalpitante in panca. Cittadella tatticamente speculare al più quotato avversario, stretto e compatto tra le linee nel suo elastico 3-5-2. Ritmi lenti ed emozioni assenti nei primi venti minuti. Il primo squillo è di Lafferty che lavora un cross di Bolzoni ma non centra lo specchio della porta con il destro. Al minuto 23 va in onda il tema dominante del match in casa rosa: punizione arquata di Barreto dalla sinistra e stacco vincente di Munoz. Neanche il tempo di compiacersi per il vantaggio che si replica: stessi protagonisti, stessa dinamica e raddoppio fulmineo. Sembra tutto troppo semplice. Illusione che, probabilmente si insinua anche nella mente di qualche calciatore di Iachini. Il Palermo allenta la tensione, il Cittadella alza la testa. Prima, al culmine di una manovra articolata, Pecorini calcia in diagonale servito da Di Roberto e chiama alla deviazione in corner Ujkani. Quindi, al minuto 4, Andelkovic infila di testa la propria porta nel tentativo di anticipare Pellizzer. Lo schiaffo resetta il livello di attenzione in casa Palermo. Nella ripresa la compagine di Iachini torna in campo più cattiva e concentrata. Ancora dal piede caldo di Barreto su punizione nasce un assist d’oro per Belotti: l’incornata del Gallo esalta l’estremo difensore veneto che si produce in volo plastico e sventa la minaccia. L’amnesia difensiva a casa Iachini è sempre dietro l’angolo: eccesso di confidenza di Munoz che regala palla al guizzante Di Roberto, Andelkovic rimedia immolandosi in tempestiva chiusura. Il centrale sloveno, poco dopo, alza troppo la mira impattando male di testa il corner di Barreto. Gare del genere è meglio chiuderle quanto prima. Ci pensa Abel, subentrato a Lafferty, a siglare il tris; Belotti lo serve a limite, lui con buona reattività, imbuca un chirurgico sinistro a giro sul secondo palo. Gol di abilità e giustezza: apprezzabile sia la qualità dell’esecuzione, che l’agilità nel beffare due marcatori eseguendo la giocata in un fazzoletto di terreno. Sprazzi del vero Hernandez, speriamo sia di buon auspicio. Troianiello rileva Belotti. Finisce in gloria, con i rosa a godersi il meritato tributo del proprio pubblico ed il ritrovato primato in classifica.

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