DYBALA: “Ho realizzato il sogno di mio padre”

DYBALA: “Ho realizzato il sogno di mio padre”

A volte in un gol può essere racchiusa una vita e c’è chi, come Paulo Dybala, lo sa bene: il dolore per la perdita del padre, che la morte gli ha portato via quando aveva appena 15.

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A volte in un gol può essere racchiusa una vita e c’è chi, come Paulo Dybala, lo sa bene: il dolore per la perdita del padre, che la morte gli ha portato via quando aveva appena 15 anni, ha segnato gli inizi della sua giovanissima carriera. “L’ultima volta che ho pianto come un bambino? Non c’è una data esatta perché succede spesso e sempre per lo stesso motivo: piango per mio padre, morto quando avevo 15 anni. Ha lottato per tanto tempo contro un tumore al pancreas, ma è stato inutile. A me per proteggermi, non dicevano tutto, così io mi illudevo, speravo che guarisse. Oggi parlo spesso di lui con mamma, mi succede di sognarlo e ogni volta mi sveglio tra le lacrime – ha dichiarato Dybala a Sportweek -. Mio padre aveva un sogno: che uno almeno dei suoi tre figli diventasse calciatore. Non c’è riuscito Gustavo, il maggiore, e neanche Mariano, che tutti dicono fosse più forte di me, ma che è stato vinto dalla nostalgia di casa. Perciò io dovevo farcela: per onorare la memoria di papà ed esaudire il suo desiderio. Lui mi aveva accompagnato a ogni allenamento, un’ora di macchina da Laguna Larga, dove vivevamo, a Cordoba. Quando papà morì, chiesi alla società di farmi tornare a casa. Per 6 mesi giocai nella squadra del mio paesino, poi rientrai nell’Instituto. E dato che non c’era più nessuno che poteva portarmi avanti e indietro dall’allenamento, mi trasferìì nella pensione della squadra. Non fu facile: ero rimasto orfano da poco e avevo la famiglia lontano. Mi chiudevo in bagno a piangere, ma non ho mollato. E oggi so che papà è orgoglioso di me”.

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