De Zerbi si presenta: “Ho coraggio e idee precise per far bene”. Hiljemark e Gonzalez ok in nazionale, Lo Faso show

De Zerbi si presenta: “Ho coraggio e idee precise per far bene”. Hiljemark e Gonzalez ok in nazionale, Lo Faso show

Il tecnico si è presentato alla stampa nella conferenza stampa di ieri pomeriggio. Bene i nazionali impegnati in giro per il mondo.

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Ieri è stato il grande giorno di De Zerbi a Palermo.

Il nuovo tecnico dei rosanero si è presentato alla stampa spiegando il suo credo calcistico e le sue convinzioni. Il giovanissimo allenatore bresciano (a giugno ha compiuto 37 anni, la stessa età di Stefano Sorrentino e solo un anno in più di Enzo Maresca) ha voluto per prima cosa rendere il giusto omaggio a chi in questi anni di Foggia gli ha dato la possibilità di esprimere il calcio che tanto ha colpito il presidente Zamparini. “Voglio condividere questa gioia anche col gruppo che ho guidato in questi due anni. E’ anche grazie a loro che sono arrivato qui oggi. So che la Serie A è il top e non sarà facile, ma so di avere il coraggio e le idee per fare bene – ha spiegato De Zerbi in occasione della conferenza stampa di presentazione, a cui ha preso parte anche Faggiano -. Sono emozionato perché a 36 anni mi si presenta questa occasione. Emozione? Purtroppo io non ne ho il tempo. non riesco a godermi l’arrivo in Serie A, sono già con la testa avanti. E’ emozionante incontrare il Napoli, una squadra in cui ho giocato e ho vinto“.

Il tecnico ha anticipato i temi della convivenza con Zamparini, che inevitabilmente si riproporranno nel corso dei prossimi mesi. “Sono abituato a partire da zero. Non ho mai avuto Zamparini come presidente, ma posso dire che è l’artefice principale della scelta e con me si è comportato benissimo. E’ stato importante parlare con lui prima di venire. In passato io ho rinunciato ad allenare in categorie superiori a quella in cui ero, se sono qui è perché sono convinto che la squadra che ho mi può permettere di fare quello che ho in mente – ha proseguito -. Non l’ho mai avuto Zamparini come presidente, del passato mi interessa poco, non mi faccio influenzare dai giudizi. Vedremo se rimarrò di questa idea. Se mi aspettavo la chiamata? Qualche chiamata da altre squadre l’ho avuta. Sono rimasto a Foggia volutamente, perché non consideravo il lavoro fatto lì non finito. Quella è la mia città calcistica, che mi ha visto nascere da allenatore e da giocatore. Sapevo dell’interesse del Palermo, del suo gradimento, ma non c’è mai stato niente di più di un sentito dire. Sono disponibile al dialogo e al confronto con tutti. Due occhi non vedono quanto sei, otto. Con Zamparini ho parlato chiaramente, perché ho un carattere ben definito. Sono difficilmente manovrabile, ma questo non compromette niente. Quando parti a 37 anni è chiaro che se non vuoi ascoltare nessuno dimostri anche poca intelligenza, però questo non bisogna confonderlo neanche con un farsi manovrare. Impressioni? Mi sono subito reso conto della grandissima organizzazione societaria che c’è. Parlo di magazzinieri, parlo dello staff e di tutto. Non voglio cancellare il ricordo dei vecchi allenatori, non è detto che se la squadra era legata la precedente allenatore che non si leghi anche a me. E’successo anche a me in passato di essere lasciato, fa parte del gioco, sono situazioni in cui non voglio entrare. Voglio comportarmi con lealtà e correttezza come ho sempre fatto. Sono questi i due ingredienti del mio pensiero“.

Il primo impegno è quello col Napoli di sabato sera, ma per vedere il vero Palermo di De Zerbi ci vorrà sicuramente più tempo. “Non posso dire quanto ci vuole, ma so cosa devo fare. Non mi creo questo problema del tempo, darò da subito la mia idea di gioco, quanto ci vorrà dipende dalla disponibilità dei giocatori. Il calcio è questo, se ho accettato è perché penso di potercela fare in tempi ragionevolmente veloci. Se ho trovato il materiale umano che si sposa col mio calcio? Ho preso la squadra nella settimana peggiore, perché tra infortunati e nazionali veramente non è facile l’impatto. Però ci sono giocatori di qualità, cerco come primo obiettivo di farli rendere al massimo e al meglio. Perché se Diamanti lo metto nelle condizioni di rendere al meglio se ne avvantaggia lui e se ne avvantaggia il Palermo. Lui vicino alla porta? Sì, è possibile. Diamanti in campo può fare tutto e abbiamo degli esterni d’attacco di qualità, ne abbiamo tanti. Possiamo cercare di trovare altre soluzioni al classico centravanti alto che tenga palla. Cerchiamo di favorire il giocatore secondo un’idea precisa. Il mio non è un calcio offensivo. Sicuramente la mia fase difensiva è fatta in maniera diversa. Io non scendo a compromessi, giusta o sbagliata è la mia idea. Stravolgere tutto inizialmente è pericoloso e non voglio farlo, ma se sono qui è perché voglio portare avanti le idee che mi hanno fatto pervenire offerte importanti alla mia età. Come obiettivo voglio che i calciatori si divertano a fare quello che chiedo e voglio che la volontà di fare la partita sia il motivo predominante nello spogliatoio. Sicuramente sarà difficile, perché la categoria è dura e ci sono anche squadre più forti di noi. Ma la differenza la fa la mentalità e quello che hai in testa. L’obiettivo fissato con Zamparini? Con lui abbiamo parlato solo del gioco, dell’idea di gioco. Non abbiamo parlato di obiettivi e se li chiedete a me io sarei bugiardo a rispondere, perché ancora non conosco in maniera completa la squadra. Vogliamo fare gioco e punti, per ora pensiamo solo a questo. Il gioco per me non è un modo per dimostrare che sono bravo, penso che sia il modo più facile per arrivare ai punti. Il gioco non è soltanto quando si ha il pallone, è un discorso di organizzazione generale. Io parto da zero con tutti, se un giocatore a 18 anni merita di giocare gioca, se un giocatore a 32 anni non merita non gioca, faccio tutte le scelte in buona fede, ma senza guardare a quello che è successo prima. Partono tutti alla pari”.

Un pensiero l’allenatore l’ha dedicato alle sensazioni per il suo esordio in Serie A da tecnico rovinato dalla squalifica che non gli permetterà di essere in panchina. “Mi brucia e mi compromette un momento storico nella mia vita, però è così, devo adeguarmi a questo e concentrarmi a preparare la partita nel migliore dei modi. La squadra che affronteremo è la squadra peggiore, tra le più organizzate. Nell’immediato faccio fatica a parlare della gara col Napoli. La dovremo preparare un po’ la notte e un po’ la mattina, cercando di velocizzare senza scombussolare i nostri piani. Voglio una squadra con una mentalità chiara. Con squadre molto più attrezzate di noi ci si può anche difendere, non per forza bisogna fare la partita, ma anche quando trovi squadre più forti bisogna giocarsela, non pensando solo a difendere, ma anche a far male“.

I DUBBI DI GIANNI – A pochi giorni dal match tra Palermo e Napoli, valido per la terza giornata del campionato di Serie A, ha parlato anche Gianni Di Marzio, attuale consulente personale del presidente Maurizio Zamparini. In un’intervista a Radio Marte, l’ex allenatore rosanero ha detto la sua su Roberto De Zerbi, nuovo tecnico dei siciliani. “De Zerbi? E’ giovane, il problema è che arrivato solo ieri ed il Palermo è un cantiere aperto. Il Napoli ha dodici nazionali che stanno rientrando, ma anche il Palermo ne ha quattordici, di cui due non son partiti – ha sottolineato -. Non si tratta di nazionali di prima fascia, ma i viaggi e le lunghe trasferte sono uguali per tutti. De Zerbi nemmeno li conosce, è arrivato ieri ed ha potuto fare un allenamento sommario. Col Napoli sarà una partita basata sull’incertezza, anche se De Zerbi è un allenatore che gioca qualsiasi partita in maniera propositiva“.

NAZIONALI – Cinque i rosanero che ieri sono stati impegnati con le rispettive nazionali. Lo Faso è stato protagonista del vittorioso 3-1 dell’Italia Under 19 contro la Turchia allo stadio “Dario Ballotta” di Fidenza (PR). Il numero 98 rosanero ha aperto le danze al 36′ con un colpo di testa ravvicinato su assist di Cutrone. Dopo il pari turco, assist in lob del rosa, dribbling e collo destro di Cutrone che ha portato nuovamente in vantaggio l’Italia al 61′. Di Vrioni la rete del definitivo 3-1, con Lo Faso che ha lasciato il campo al 79′. Nel rocambolesco 4-3 con cui la Bulgaria ha battuto il Lussemburgo Chochev è subentrato nella ripresa, giocando 39 minuti. Positiva la prova di Hiljemark, schierato per 90 minuti nel centrocampo della Svezia che ha pareggiato 1-1 contro l’Olanda. Ancora panchina per Posavec nella Croazia Under 21 contro la Georgia, mentre Giancarlo Gonzalez nella notte ha giocato 90 minuti contro Panama nel 3-1 del Costa Rica.

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  1. Luigi Dominici - 3 mesi fa

    Prepara ….. biglietto di ritorno…. il carnefice non ti risparmierà

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