BELOTTI: “PALERMO, IO DO DAVVERO TUTTO”

BELOTTI: “PALERMO, IO DO DAVVERO TUTTO”

Le parole del ‘Gallo’

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di Claudio Scaglione

Chi lo sa? Magari a Ujkani, Lazaar e Belotti sarà giovato rimanere lontani dalla “tempesta” in questi giorni. Il portiere kosovaro, il terzino marocchino e l’attaccante di Calcinate sono stati gli unici tre giocatori del Palermo che, dovendo rispondere alla convocazione dei ct delle rispettive Nazionali, hanno disertato il ritiro in Friuli. Niente esilio a Gradisca d’Isonzo, niente allenamenti davanti allo sguardo attento di Zamparini, nessun ‘trauma‘ dovuto all’instabilità dirigenziale in casa rosanero. Serenità e spensieratezza. Specialmente per Belotti che quando veste azzurro canta a squarcia gol e punisce sempre gli avversari. Alzare la cresta sì, montarsi la testa no.
“Ricevo tanti complimenti. Non devo montarmi la testa, basta poco per sentirsi arrivati e perdersi – ha detto Belotti a ‘Radio Anch’io Sport‘ -. Io invece voglio rimanere sempre concentrato e seguire i consigli del mister e dei compagni”.

Il suo contributo servirà ancora una volta all’Italia Under-21 per aver la meglio sulla Slovacchia nel play-off per accedere agli Europei di categoria.
“Domani sarà una gara molto importante, dobbiamo fare del nostro meglio. Abbiamo due risultati su tre per passare il turno, ma puntiamo solo alla vittoria. Siamo consapevoli delle nostre qualità e dei nostri mezzi”.

Fattore B per l’Italia. “Gli Azzurrini non sono solamente Belotti, Bernardeschi, Berardi e Battocchio: è tutto il gruppo che sta facendo bene. Ognuno mette le proprie caratteristiche al servizio della squadra, poi siamo migliorati grazie al mister e al suo staff”.

Più fiducia nei giovani. “Tutti ci davano per spacciati nel girone, ma siamo riusciti a qualificarci: per questo gli allenatori di Serie A hanno iniziato a darci fiducia. Sia col Palermo che con la Nazionale ho sempre dato tutto e non ho paura: provo sempre a far bene quando vengo chiamato in causa sia da titolare che da subentrante”.

Troppi stranieri in Italia? “Ultimamente è stato un po’ così: hanno preso giocatori già ‘fatti’ all’estero, lasciando poco spazio per i giovani, ma poi hanno avuto problemi di lingua e ambientamento. Abbiamo dato un segnale forte che anche noi siamo presenti e possiamo essere importanti”.

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