BARRETO:”PALERMO NON RILASSARTI. TIFOSI? GRAZIE AI FEDELISSIMI, GLI ALTRI…”

BARRETO:”PALERMO NON RILASSARTI. TIFOSI? GRAZIE AI FEDELISSIMI, GLI ALTRI…”

Il 2014 del Palermo è cominciato all’insegna del pareggio: addirittura ben quattro nelle prime cinque partite del nuovo anno (Modena, Empoli, Cesena e Spezia). Da quando però il.

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Il 2014 del Palermo è cominciato all’insegna del pareggio: addirittura ben quattro nelle prime cinque partite del nuovo anno (Modena, Empoli, Cesena e Spezia). Da quando però il gruppo di Iachini ha dato il bentornato al condottiero Edgar Barreto, la musica è cambiata: il piglio e la leadership del paraguayano con la fascia di capitano sono stati decisivi per poter iniziare a parlare di mini-fuga.

Quale può essere uno dei pericoli per il Palermo, ora che è a +7 dalla seconda in classifica, Edgar?
“Sicuramente il pericolo può essere quello di deconcentrarsi. Allungare a 7-8 punti dalle inseguitrici bene o male ti può fare un po’ rilassare. Credo che abbiamo una squadra intelligente, che sa cosa ci stiamo giocando, adesso entriamo in una striscia di partite molto impegnative e vogliamo dare seguito a questo campionato, dare continuità ai risultati e mantenere questo vantaggio”.

L’atteggiamento della squadra sembra essere quello giusto: non accontentarsi e non dare per morto questo campionato di B. La squadra ha attuato al meglio quelle che sono le direttive di mister Iachini. Che te ne pare?
“Per quanto mi riguarda cerco di dare sempre il mio contributo, poi ci sono partite e partite. Tante volte in Serie B si deve lottare, provare a essere aggressivo, un po’ quelle che sono le mie caratteristiche che riesco a contagiare alla squadra”.

Si tratta del primo anno da capitano in questo Palermo. Cosa è cambiato in te e cosa conferisci quella fascia al tuo animo?
“Non è cambiato molto per me, perché comunque il mio atteggiamento è sempre stato quello. A livello psicologico è un grande orgoglio, perché vuol dire che ho fatto qualcosa di buono negli anni precedenti per meritarmi questo riconoscimento”.

Accanto a te nella linea mediana del campo vi è un altro leader, si tratta di Enzo Maresca. Avete avuto modo di giocare assieme solo in poche occasioni (quattro volte) in campionato e poi una volta in amichevole contro il Perugia a metà gennaio. In quella circostanza ci fu un gol orchestrato da voi due: lui assist-man, tu finalizzatore. Sogni un gol così nei prossimi impegni di B?
“Speriamo che possa capitare sin da subito, anche perché Enzo ha una grande visione di gioco e riesce a innescare bene gli inserimenti. Non sarà comunque molto semplice perchè, e lo ripetiamo tutti più volte contro di noi le squadre vogliono fare la partita: noi saremo qui ad aspettare il Brescia, che però viene da una sconfitta casalinga e vorrà a tutti i costi rifarsi”.

Trovare una nota negativa in questo periodo molto proficuo per voi è davvero complicato. Tuttavia, vi è da segnalare la poca affluenza dei tifosi allo stadio. Manca ancora questo abbraccio col pubblico?
“Beh, credo che in questo periodo sarà molto importante anche il loro sostegno. Dobbiamo affrontare una striscia di partite molto impegnative, è un periodo nel quale dobbiamo stringerci ancora di più, sia noi qui dentro che con i nostri tifosi. Sicuramente ci possono dare una grossa mano per raggiungere questo obiettivo”.

Ma dà fastidio questa diffidenza del pubblico?
“No, fastidio no, nel senso che siamo consapevoli che la retrocessione è stato un colpo duro. Sicuramente raggiungendo adesso la vetta della classifica, avendo cominciato non bene, abbiamo fatto un buon campionato. Ancora non abbiamo raggiunto niente, mancano un sacco di partite e la Serie B è molto dura. Dobbiamo stare sul pezzo e da sabato speriamo di vedere più gente, saremmo contentissimi, altrimenti ci stringeremo ancora di più a livello di gruppo, finora è risultato fondamentale”.

Sorrentino ha detto che gli roderebbe vedere lo stadio pieno a maggio quando ci sarà da festeggiare e non prima quando serve il supporto della gente. Tu come la vedi?
“È molto facile salire sempre sul carro dei vincitori, però credo che il tifoso palermitano si merita che la squadra riesca a risalire in Serie A. Siamo contenti di quello che stiamo facendo, approfitto per ringraziare chi c’è stato fino ad adesso, chi c’è stato vicino nei momenti di difficoltà, quando ne avevamo veramente bisogno”.

Il Palermo ha bisogno dei tifosi, così come aveva necessità di ritrovare il vero Dybala, quello con il vizio del gol. Che effetto ti ha fatto la sua rete decisiva contro il Bari?
“Sicuramente, non solamente a me, ma a tutta la squadra, ha fatto tanto piacere. E’ uno che si dà tanto da fare negli allenamenti e dopo un lungo periodo di stop ha segnato. E’ stato il primo gol dopo tanto tempo in questo campionato”.

Focalizziamo l’attenzione su un altro argentino, Franco Vazquez. Per te rende di più in una posizione più avanzata?
“Vazquez seconda punta ci ha dato geometrie, si abbassa molto per giocare, un po’ come Dybala che non è proprio una prima punta. Insieme hanno fatto una buona prestazione, si sono tenuti pronti ed è stato molto importante”.

Chiosa finale sul tuo addio alla Nazionale: ne hanno giovato le prestazioni offerte con la maglia rosa secondo te?
“Chiaramente a livello fisico la Nazionale qualcosa mi toglieva: il volo di 15 ore, giocare qui e lì, fisicamente magari in alcuni frangenti si soffriva un po’”.

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