Hiljemark: “Non possiamo abbandonare Ibrahimovic a se stesso. Disposto a tutto, pur di giocare contro il Belgio”

Hiljemark: “Non possiamo abbandonare Ibrahimovic a se stesso. Disposto a tutto, pur di giocare contro il Belgio”

Le dichiarazioni del centrocampista del Palermo dal ritiro della Svezia: mercoledì la partita da dentro o fuori, a Lille contro il Belgio di Wilmots.

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Mercoledì la partita della vita per la Svezia di Erik Hamrén e Zlatan Ibrahimovic.

Gli scandinavi – reduci dal pareggio contro la Repubblica d’Irlanda e dal k.o. per mano dell’Italia – sono fermi a un punto nel gruppo E ad Euro 2016. Vincere contro il Belgio di Wilmots diventa necessario per qualificarsi agli ottavi di finale.

“Dobbiamo arrivare all’appuntamento di Lille nelle migliori condizioni possibili – spiega Oscar Hiljemark, centrocampista del Palermo -. Ibrahimovic è uno dei giocatori più forti al mondo, ma non può fare tutto da solo, né possiamo lasciarlo da solo. Nelle prime due partite non siamo stati in grado di assisterlo al meglio e contro il Belgio dovremo farlo, altrimenti saremo fuori. Averlo in attacco è importantissimo per noi, perché al primo lancio che coglie impreparata la difesa avversaria, lui ha già battuto il portiere e fatto 1-0“.

Condizione – “Io mi sento in gran forma e delle mie condizioni super è consapevole anche il commissario tecnico Hamrén. Non so se giocherò, prima viene il gruppo, ma la certezza è che se sarò chiamato in causa, darò il massimo: non vedo l’ora di scendere in campo. Il mister studierà la partita e sceglierà di conseguenza: vedremo se confermerà la formazione delle scorse partite, oppure cambierà qualcosa“, ha aggiunto l’ex Psv Eindhoven.

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Contributo – “Cosa posso dare in più alla squadra? Mi conoscete, io sono abile a svolgere entrambe le fasi di gioco: so dare una mano in difesa quando è necessario, e so inserirmi senza palla per dar manforte agli attaccanti – ha proseguito Hiljemark -. Ibrahimovic e Guidetti hanno bisogno di passaggi precisi e io potrei assicurarglieli“.

Sacrifici – “Giocare in una posizione diversa dalla mia? Andrebbe bene. Pur di scendere in campo, sarei disposto anche a questo mini-sacrificio. Sono a completa disposizione del ct Hamrén. Contro il Belgio, come ho avuto modo di dire sarà la partita della vita – le parole di Hiljemark -: sarà una gara intensa e che non risparmierà emozioni. Il vero punto di forza dei fiamminghi è che sono davvero forti in attacco, mentre soffrono un po’ in difesa. Perciò nella fase di non possesso stringeremo le marcature e cercheremo di evitare la circolazione del pallone; mentre quando acquisiremo il possesso, dovremo essere veloci a servire gli attaccanti. Non siamo per nulla spacciati, abbiamo le idee chiare“.

Ibrahimovic – “Come riuscire ad assistere meglio Zlatan? Non lo dirò alla stampa, ma ci stiamo lavorando. Di certo non possiamo buttare il pallone a caso in avanti, pregare e sperare in un miracolo. Al tempo stesso i nostri tifosi vedranno più tiri nello specchio, perché se non si tira, non si segna: impressionante la statistica di venerdì che ci ha visto tirare zero volte verso la porta di Buffon. Ai miei compagni dico ‘fatevi coraggio, perché è la partita della vita’. Nient’altro. Chi deciderà la partita? Zlatan, ovviamente (ride, ndr)”.

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