Champions League, Terim stronca l’arbitro Oliver: “Trauma psicologico dopo Real Madrid-Juventus…”

Champions League, Terim stronca l’arbitro Oliver: “Trauma psicologico dopo Real Madrid-Juventus…”

La rabbia del tecnico del Galatasaray dopo un penalty non concesso alla compagine turca nel corso della sfida poi persa contro il Porto

11 aprile 2018, una data che Michael Oliver difficilmente dimenticherà.

Il giovane direttore di gara inglese è salito agli onori della cronaca dopo il discutibile rigore assegnato al Real Madrid contro la Juventus al 93′, in occasione della gara valida per il ritorno dei quarti di finale di Champions League. Quel penalty ed il successivo gol dal dischetto realizzato da Cristiano Ronaldo hanno determinato di fatto l’eliminazione della squadra di Massimiliano Allegri che, al Barnabeu, era riuscita a siglare tre gol ed a sfiorare la rimonta e, dunque, l’impresa.

Poi, il famoso sfogo di Gianluigi Buffon al termine del match: “Un essere umano non può fischiare un’uscita di scena di una squadra dopo un episodio stradubbio, altrimenti al posto del cuore ha un bidone della spazzatura. L’arbitro è stato insensibile. Si segga in tribuna con la famiglia con patatine e fruttini e si guardi le partite. Non ha capito un c***o!”, sono state le sue parole, punite in seguito dalla UEFA con tre giornate di squalifica.

Tutto il resto è storia.

Chi, invece, si è scagliato di recente contro l’arbitro classe ’85 è stato Fatih Terim. Il motivo? Un “abbraccio” in area di Maxi Pereira ai danni di Serdar Aziz nel corso della sfida di Champions League tra Porto e Galatasaray andata in scena lo scorso 3 ottobre, vinta di misura dai padroni di casa. Un intervenuto non sanzionato da Oliver.

“Tutti dicono che quello su Aziz fosse rigore, ma penso che Oliver sia diventato un po’ più selettivo dopo il penalty che ha fischiato a danno della Juventus contro il Real Madrid. Quel rigore gli ha causato un trauma psicologico – ha dichiarato il tecnico del Galatasaray dopo il triplice fischio -, perché quella volta ha preso la decisione sbagliata, che ha cambiato il destino dell’ultima Champions League. Ha ignorato quanto successo ai danni di Serdar. Non mi serve ricusarlo, penso che gli ispettori dell’Uefa faranno il necessario anche se non mi aspetto molto: quando c’è una situazione in cui si deve decidere al 50%, loro danno ragione all’altro…”.

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