Fidelis Andria-Catania: un pari che dà ottimismo agli etnei

Il Catania ha giocato peggio rispetto alla gara d’esordio contro la Juve Stabia, ma nonostante le follie di Drausio e Bastrini, l’imbattibilità continua e la prima trasferta, in un campo difficile come quello della Fidelis Andria.

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Nonostante tutto. Un concetto, un modo di ragionare; “nonostante tutto” apre un mondo che lascia intravedere sempre il bicchiere mezzo pieno, il lato positivo delle cose, produce un innato ottimismo propedeutico per il futuro. Cosa vogliamo dire? Che il pareggio conquistato dal Catania sul campo della Fidelis Andria non è poi proprio da buttare. In effetti se ci ragioniamo si tratta di un punto d’oro per come è andata la partita. Errori difensivi, sterilità dalle parti del portiere avversario e troppe disattenzioni; tutte componenti che dovrebbero naturalmente portare alla sconfitta… e invece no.

Ecco perché questo zero a zero in realtà lascia trapelare un cauto ottimismo velato dalla speranza futura. Ma torniamo al ‘nonostante tutto’. Il Catania ha giocato peggio rispetto alla gara d’esordio contro la Juve Stabia, ma nonostante le follie di Drausio e Bastrini, nonostante l’inconsistenza di Silva, nonostante l’assenza totale di Cali, l’imbattibilità continua e la prima trasferta, in un campo difficile, non ha causato vittime. Ciò vuol dire che la stagione potrebbe essere nata sotto una buona stella e che con il lavoro nel corso delle settimane potrebbe diventare fantastica. In effetti una stella in campo si è vista e se il Catania può festeggiare la continuità di risultati lo deve certamente a Matteo Pisseri.

L’estremo difensore in maglia mimetica ha parato tutto ciò che c’era da intercettare. Conclusioni dalla distanza, palloni vaganti e conclusioni a tu per tu con l’attaccante avversario. Nessun errore, nessuna sbavatura, ma solamente applausi scroscianti. Una bella iniezione di fiducia dunque per tutto l’organico etneo, anche se quando ad essere il migliore in campo è il portiere, non è mai un buon segno.

Qualcosa in fase di non possesso, purtroppo, ancora non funziona. La squadra è sbilanciata verso il centro sinistra e soffre maledettamente sulla corsia opposta. Gli inserimenti senza palla e le verticalizzazioni hanno messo in crisi un pacchetto arretrato ballerino, con Drausio ancora poco avvezzo al calcio italiano e Bastrini impreciso nel guidare la linea. Per carità la responsabilità non è solamente del quartetto difensivo, ma di tutta la squadra, incapace di fare filtro e arginare le folate avversarie. A destare perplessità, dopo due gare positive, purtroppo è nuovamente Calil che ad Andria ha staccato la spina risultando un pesce fuor d’acqua nella trequarti rossazzurra.

Luci ed ombre dunque, ma forse è giusto e normale che sia così perché non si può pretendere che alla seconda giornata la squadra sia perfetta dal punto di vista tattico e fisico. Troppo presto. Il campionato è lungo e Rigoli lo sa. C’è tutto il tempo necessario per lavorare sui meccanismi difensivi, oleare il centrocampo e rendere letale il reparto avanzato. Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Tutto passa dal sacrificio, dall’abnegazione e dalla voglia di centrare l’obiettivo, sperando per strada di trovare un po’ di fortuna e un Pisseri formato Supermam.

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