Catania-Cittadella 2-3: umiliazione al Massimino 

Catania-Cittadella 2-3: umiliazione al Massimino 

Sconfitta amara e umiliante, salvezza rimandata all’ultima giornata e un futuro incredibilmente incerto. Ecco il riassunto della penultima giornata di cadetteria vissuta da un Catania “capace” di.

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Sconfitta amara e umiliante, salvezza rimandata all’ultima giornata e un futuro incredibilmente incerto. Ecco il riassunto della penultima giornata di cadetteria vissuta da un Catania “capace” di perdere in casa 3-2 contro il Cittadella. Una squadra coerente per carità, questo è innegabile; perchè gli etnei hanno chiuso l’ultima gara al Massimino rispecchiando l’andamendo di un campionato disastroso in tutte le sue dinamiche dalla prima all’ultima giornata: poco gioco, tante disattenzioni e mentalmente tanta, troppa fragilità. Non ha funzionato il ritiro e non hanno funzionato le parole piene di rabbia utilizzate sabato scorso da Marcolin; la squadra scesa in campo contro il Cittadella ha bissato la prestazione di Brescia senza orgoglio e maturità.

Inutile parlare della sfida dal punto di vista tecnico, inutile parlare degli svarioni di Ceccarelli, del nervosismo di Rinaudo o dell’inconsistenza del pacchetto avanzato. Molto più utile analizzare i numeri che descrivono un Catania sconfitto ben diciassette volte in stagione con sessanta reti subite e un rendimento casalingo che sfiora appena le dieci vittorie su ventuno gare disputate. Dati terrificanti che dimostrano come i rossazzurri si siano smarriti su tutti i fronti, anche quel Massimino inviolabile è diventato terra di conquista nonostante il pubblico encomiabile, unica nota lieta di tutto il campionaot.

Adesso ultimo atto in quel di Carpi dove con un pareggio gli etnei otterrebbero la matematica salvezza, ma anche con una sconfitta in base agli altri scontri in calendario potrebbero raggiungere l’obiettivo. E’ incredibile però pensare che il mantenimento della categoria dipenda dagli ultimi novanta minuti e dai risultati delle dirette concorrenti, altro che corazzata… Il Catania è apparso un ammasso di idee confuse e impetuose che hanno contribuito solamente ad incrementare l’instabilità societaria. Cambi in panchina, nuovi dirigenti, nuovi preparatori, organico interamente rivoluzionato; insomma tutto e il contrario di tutto con l’unico risultato di essere riusciti a fare ancora peggio rispetto alla passata stagione.

La domanda a questo punto sorge spontanea: come si può ripartire da questa gestione in vista del prossimo anno? Il presidente Pulvirenti in tempi non sospetti aveva parlato delle somme che sarebbero state tirate a fine stagione. Ecco, il tempo dei verdetti è arrivato e con quale spirito e con quale programmazione si affronterà il prossimo campionato? Altro interrogativo riguarda la squadra. Una formazione capace di mettere a referto cinque vittorie consecutive per poi ottenere un solo punto nelle successive quattro gare sarà all’altezza di riscattarsi la prossima stagione o è troppo instabile mentalmente? Ed infine come si potrà recuperare il rapporto con una tifoseria ormai in aperta contestazione con la società? Dubbi densi come le nuvole di questo metà maggio, così inspiegabili ma così maledettamente presenti.

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