Catania-Carpi 0-2: adesso obiettivo salvezza?

Catania-Carpi 0-2: adesso obiettivo salvezza?

La decima sconfitta stagionale rimediata dal Catania in casa contro il Carpi è la congrua conclusione di un 2014 da brividi che lascia la formazione etnea come l’ha trovata: in piena lotta.

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La decima sconfitta stagionale rimediata dal Catania in casa contro il Carpi è la congrua conclusione di un 2014 da brividi che lascia la formazione etnea come l’ha trovata: in piena lotta salvezza. Peccato che tra una stagione (calcistica) e un’altra ci sia stata di mezzo una retrocessione e l’inizio di una caduta libera che da qualche settimana ha coinvolto anche il rapporto tra società e tifoseria. Mai così in basso nell’era Pulvirenti, mai così tanta confusione sotto il profilo tattico e progettuale, e mai una reazione così forte da parte dei tifosi che hanno lasciato totalmente vuoto l’impianto rossazzurro.

Il paradosso calcistico e societario è servito. Appena due anni fa la squadra allora di Maran faceva tremare Juventus, Inter e Napoli rischiando di centrare la qualificazione in Europa; adesso non riesce a vincere nemmeno con Carpi e Cittadella. Inutile cercare il singolo colpevole perché purtroppo nel pentolone rientrano un po’ tutti da allenatori a giocatori e ovviamente preparatori atletici, ma indubbiamente la responsabilità più grande va spartita fra il presidente Pulvirenti e l’ad Cosentino, entrambi punta dell’iceberg che lentamente si sta sciogliendo.

Anche contro il Carpi, il Catania è riuscito a mettere in evidenza il suo lato peggiore andando al tiro solamente una volta a tempo ormai scaduto, e riuscendo a regalare tre punti ad una squadra sicuramente con la testa altrove. Tanti i giovani in campo, ma questo non può essere un alibi, come non può esserlo più quello degli infortunati o del nervosismo. Domenica il Catania era una squadra dal basso livello tecnico, soprattutto in mediana. Poco da aggiungere se non forse che anche le scelte di Pellegrino hanno contribuito a preparare l’ennesima frittata offerta gentilmente ai pochissimi spettatori paganti.

Quart’ultimo posto in classifica e appena 21 punti in altrettante giornate, una media di un punto a partita che se mantenuta proietterebbe gli etnei in Lega Pro. Numeri inquietanti, resi ancor più terrificanti se si pensa al ruolino in trasferta (appena due pareggi) e al numero di infortunati e squalificati che da un anno ormai supera costantemente la doppia cifra. Cosa aspettarsi dal 2015? Mah difficile dirlo, ma la sensazione è che la speranza e l’ottimismo abbiano lasciato il passo al realismo; che gli ottimi risultati degli anni passati non siano più un salvagente da utilizzare con i tifosi; e che forse l’era Pulvirenti sia giunta al capolinea.

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