L’odierno intervento in sala stampa di Stefano Pioli è senza dubbio uno, se non il primo assoluto, dei più ricchi della stagione. Non tanto per numero di “titoli”.

L’odierno intervento in sala stampa di Stefano Pioli è senza dubbio uno, se non il primo assoluto, dei più ricchi della stagione. Non tanto per numero di “titoli” forniti, ma per i tanti elementi venuti a galla. di Sarah Castellana Il tecnico rosanero è apparso, infatti, molto motivato da un lato, ma anche stizzito dall’altro. Probabilmente per le tantissime voci dell’ultima settimana, legate al mercato, ma anche al suo lavoro ed alle sue idee. Gli aspetti legati al campo, comunque, sono sempre i più importanti e oggi Pioli ha regalato una notizia attesa da molti appassionati: il ritorno alla difesa a quattro e al 4-3-1-2. “Con gli uomini che abbiamo al momento, non possiamo giocare con due mediani, perchè facciamo fatica. Le alternative tattiche che ho a disposizione sono il 3-5-2 o 4-3-1-2”. Ovvero, numeri a parte, comunque vada il Palermo avrà sempre tre centrali di centrocampo, ciò che varierà, nell’alternanza fra i due moduli, sarà unicamente il numero di attori in avanti. Con l’eventuale presenza, in caso di difesa a tre, di un centrale difensivo in più, ed una punta (o trequartista) in meno. Messaggio chiarissimo. Chiarimenti e precisazioni anche dal punto di vista della libertà e dell’autonomia con le quali lavorare e prendere le proprie decisioni. Un momento della conferenza stampa in cui si è avvertito in modo palese, quanto Pioli tenesse a sottolineare questo aspetto, anche con un pizzico di toni pungenti. “Tengo a chiarire che io non schiero dei giocatori per ordini della società o meno. Ho fatto questo discorso con i miei giocatori e ci tengo a sottolinearlo anche oggi pubblicamente. Io lavoro liberamente e solo in base alle mie idee”. “La società sa cosa ci serve. Ho massima fiducia e grande sintonia con Sogliano ed il presidente. Loro sanno cosa serve al Palermo, quali sono le eventuali lacune che devono essere colmate”. Messaggio lanciato in primis in relazione al nodo portiere, questione aperta ed in via di risoluzione. Pioli, invece, non si sbilancia circa le altre “lacune” da colmare, in particolare quella del regista. Entrambi i moduli citati, infatti, avranno bisogno di un altro centrocampista, con caratteristiche diverse e l’utilizzo da parte di Rossi, nel finale della scorsa stagione, di Acquah, al posto di Bacinovic (vista la situazione di Liverani) ha ulteriormente palesato questo problema. Questo buco. Tra i tanti nomi fatti, anche quello di Cigarini. “Di Cigarini non parlo in quanto non è un giocatore del Palermo e quindi non ha senso. Tre mesi di mercato sono troppi, ma è una situazione che vale per tutti”. Il clima non è dei migliori e di certo non per colpa di Pioli, che ha ereditato un’atmosfera non proprio rosea, tra club e tifosi, già antecedente al suo arrivo e per di più acuita dalle cessioni. Gli aspetti positivi, non dimentichiamolo, comunque non mancano. A partire da Silvestre: “Un difensore molto forte e di personalità. Ci serviva”. E non è detto che l’eliminazione dall’Europa non abbia addirittura avuto delle conseguenze positive. “Lanno scorso con il Chievo, abbiamo giocato unamichevole contro lUdinese, con Sanchez unica punta e due trequartisti alle sue spalle. Abbiamo vinto convincendo. Guidolin poi, ad una sola settimana dal campionato ha capito che avrebbe dovuto cambiare schieramento. Tutti sappiamo poi comè andata…”. A volte per cambiare “servono” battute d’arresto, ma anche umiltà, personalità e intelligenza. Doti che, senza dubbio, potranno consentire a Pioli ed al suo Palermo di rialzarsi in tempi molto brevi.

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