Alla vigilia della trasferta di Siena, il tecnico rosanero Bortolo Mutti parla di come la squadra sia pronta a cambiar registro lontano dal Barbera. Sarà questa la volta buona? di Alessandro.
Alla vigilia della trasferta di Siena, il tecnico rosanero Bortolo Mutti parla di come la squadra sia pronta a cambiar registro lontano dal Barbera. Sarà questa la volta buona? di Alessandro Castellese Uno dei grandi meriti di Mutti è senza dubbio quello di aver riportato serenità in casa rosanero. Può essere questa la chiave per ripartire in trasferta? O meglio, partire del tutto. I rosa, infatti, sono fra le primissime squadre in tutta Europa per punti ottenuti in casa. Dal lato opposto, però, solo in 4, nei maggiori campionati del continente, hanno fatto peggio in trasferta. Ne stiamo parlando e abbiamo provato a crescere sia a Milano che a Cagliari. Dobbiamo continuare lungo la strada intrapresa, alla ricerca di questa benedetta vittoria. Un cammino da avviare che servirebbe anche a supportare il ruolino casalingo, assolutamente da scudetto. Senza punti lontano dal Barbera è difficile compiere la definitiva crescita che tanto stiamo cercando. Da quando sono qui abbiamo giocato 4 gare esterne, portando a casa 2 punti, che non sono molti, però abbiamo segnato 7 gol. In questo momento comunque non mi preoccupo molto, perché ho visto la giusta reazione e dei grandi miglioramenti. Adesso sta solo a noi. Il Siena vive un momento particolare. Nonostante quella di Sannino sia una delle squadre che ha espresso il gioco migliore, fra quelle presenti nella parte destra della classifica, i toscani sono tornati a ridosso della zona retrocessione. Troveremo una situazione ambientale particolare, quindi per noi sarà un ulteriore banco di prova. Un avversario che, indipendentemente dalla classifica, merita assoluto rispetto per quanto fatto sino ad oggi: Hanno battuto il Napoli in Coppa e pareggiato a Torino. Il gioco espresso, nonostante il momento, parla chiaro per questa squadra. Il capitolo bianconero viene chiuso con una parentesi su Giorgio Perinetti, promesso sposo rosanero. Ho lavorato con lui un anno proprio a Palermo e nel corso di quella stagione ha fatto grandi cose in relazione alla situazione delicata e alle risorse a disposizione. Un ottimo dirigente, esperto e capace, che ha anche contribuito a traghettare il Palermo dalla gestione Sensi a quella Zamparini. Non ci sarà Hernandez e il modulo non subirà variazioni. Sono queste le due certezze più importanti che emergono dalla conferenza pre-Siena. Abel non ha smaltito la botta subita a Cagliari. Peccato perché era appena rientrato in gruppo. Adesso vedremo alla ripresa, la prossima settimana, di valutare al meglio le sue condizioni. Sul modulo, servono certezze ed è questo che Mutti vuole dare al suo Palermo: In questo momento stiamo lavorando sulle due punte. Igor è molto importante per noi ed anche Ilicic sta trovando sempre più confidenza col ruolo. Proseguiremo per questa strada. Quindi un plauso a due dei suoi interpreti. Di loro si parla molto in chiave azzurra. Per uno, Miccoli, sarebbe un giusto coronamento visto quanto è stato fatto e viene fatto ad oggi. Per il secondo, Silvestre, si potrebbe passare da sorpresa, a voce, sino a realtà. Miccoli negli ultimi due mesi ha fatto cose straordinarie. La nazionale sarebbe il giusto coronamento per un giocatore come lui, anche se ciò che a me interessa maggiormente è che la sua Nazionale, in primis, sia il Palermo. Sul difensore argentino, di cui si parla molto in chiave Italia, aggiunge: Silvestre per me è uno dei migliori centrali in circolazione. Vista anche la carenza che cè in giro in questo ruolo, credo che aiuterebbe molto qualsiasi nazionale importante, proprio come quella azzurra di Prandelli.
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