Tre conferenze, tutte di una certa importanza. La seconda all’”ordine del giorno” è quella del nuovo allenatore rosanero, Devis Mangia, giovane tecnico classe ’74. Dai toni.
Tre conferenze, tutte di una certa importanza. La seconda allordine del giorno è quella del nuovo allenatore rosanero, Devis Mangia, giovane tecnico classe 74. Dai toni e dallaria respirata in sala stampa è apparsa ben chiara la volontà dellex tecnico della Primavera del Varsese, di voler sfruttare nel miglior modo possibile unoccasione a dir poco inaspettata. di Alessandro Castellese Nessuna pressione o peso sulle spalle. Il giovane tecnico rosanero ha laria di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. Le sue prime parole da guida della prima squadra, lasciano pochi spazi a dubbi e incertezze. Non sento una zavorra. Inizio mettendo in pratica ciò che ho in mente. Non penso a situazioni temporanee o a soluzioni ponte. Gli ingredienti per riprendere il passo, a suo avviso, sono pochi e ben definiti. Serve trovare entusiasmo allinterno del gruppo e successivamente anche allesterno. Dovremo conquistare nuovamente la gente e regalargli lentusiasmo perduto. La frase del giorno di Mangia, inaspettatamente, è in dialetto. E se Mourinho si era presentato con un milanesissimo Si, ma io non sono un pirla, Mangia risponde con una frase locale inequivocabile. Nnamarruspigghiari ù sangu. Questo è quello che dirò alla squadra oggi. I ragazzi che ho a disposizione per me sono i migliori in assoluto e solo lavorando potrò avere unidea ben definita di ciò che potrò mettere in pratica. E qui si va dritti dritti al modulo. Si è vero, solitamente ho utilizzato il 4-4-2, ma prima vorrei iniziare a lavorare. Poi vedrò. Nelle ore precedenti si era parlato di un problema legato al patentino e allimpossibilità di seguire la squadra in panchina. Ogni dubbio , anche qui, viene chiarito. Sono ammesso al Master di Coverciano, quindi non ci sono problemi per allenare o andare in panchina. Non ho bisogno di tutor, assistenti speciali o badanti . Grande voglia e nessuna paura. Mangia affronta anche lo scetticismo della piazza e dei tifosi. Un aspetto che, anche lui, definisce leggittimo. Perché dovrei aver paura di svolgere il lavoro più bello del mondo. Alla squadra chiederò massima disponibilità, a partire da Miccoli. Lui è il mio capitano e da qui io parto. Per me è un giocatore molto importante e sarà il primo con il quale parlerò. Lavoreremo al meglio e chi sarà più in condizione giocherà. Sullo scetticismo della piazza: In questo momento è anche legittimo. Però vorrei ricordare a tutti che questo scetticismo nella storia del calcio ha accompagnato tanti altri sconosciuti, che poi sono diventati dei vincenti. Non so quanto starò su questa panchina, una partita, dieci o una stagione. Una cosa però è certa: voglio giocarmela.
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