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Vitale: “Palermo ridà vita a Baldini, vi spiego il suo calcio. L’addio di Empoli…”

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"Gli mando un forte abbraccio e un grande bacio. Sono pronto ad osservare il suo lavoro e sono certo che non avrà problemi e farà molto bene in una città che ama profondamente. Baldini eccellente maestro e formatore di uomini  e calciatori? Ai tempi dell'Empoli abbiamo avuto calciatori che successivamente hanno disputato una grande carriera. Penso ad atleti veramente importanti come Bresciano, Maccarone, Di Natale, Tavano, Eder e Rocchi. Silvio esprimeva un grandissimo calcio, corale, organizzato e propositivo, puntando principalmente sul modulo 4-2-3-1. Lui è riuscito a completare il processo di maturazione di questi grandi bomber perché all'attaccante, in termini di nozioni ed insegnamenti, riesce a regalare sempre qualcosa di importante.

L'approccio di Baldini in occasione delle sessioni di calciomercato? Questo è il motivo per cui ho evidenziato precedentemente il concetto di fiducia tra il mister e la dirigenza come presupposto imprescindibile. Silvio si fida ciecamente dei giocatori che la società gli mette a disposizione. Magari può chiedere un attaccante dalle caratteristiche particolari o, ad esempio, un terzino di spinta. Lui ti traccia un profilo con determinate attitudini, ma evita di mettere bocca sulle scelte della dirigenza. Lui lavora con i suoi principi ma in linea con la filosofia della società. Ai tempi di Carrara, città che Baldini ha amato, la società non poteva mettergli a disposizione sotto il profilo economico tutto il necessario per vincere. Palermo è invece una grande città che sulla carta può fare in prospettiva tutto nel mondo del calcio. Spero davvero che possa fare un bel lavoro per portare il club rosanero più in alto possibile.

Come si comporta il mister nella gestione del gruppo? Tendenzialmente i giocatori gli vogliono tutti bene e viceversa. Non è una persona falsa. Nella gestione dello spogliatoio è bravissimo, perché capisce le sensazioni di tutti, e parla in modo schietto ed onesto, che siano bravi o meno bravi. Nel corso della mia carriera dirigenziale ho avuto a che fare con tanti allenatori preparatissimi, ma anche con alcuni che puntavano troppo sulla qualità dei singoli. Con Silvio si gioca sempre con una forma mentis audace e propositiva, col petto in fuori, sempre per imporre il proprio gioco e andare a vincere. Le squadre di Silvio danno sempre questa impressione nell'immediato, vogliono giocarsela a viso aperto, cercando costantemente di proporre un calcio aggressivo e coraggioso".

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