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Casillo racconta Zeman: “Con lui tutto è possibile, rende ricche società. Lui e le sigarette…”

Casillo racconta Zeman: “Con lui tutto è possibile, rende ricche società. Lui e le sigarette…”

L'ex patron del Foggia racconta a 360° il tecnico del Pescara che, sostituendo Massimo Oddo, ha strapazzato per 5-0 il Genoa dell'ormai ex mister Ivan Juric, poi sollevato dall'incarico.

Mediagol23

di Luca Bucceri

Zeman al Pescara? Secondo me dovevano prenderlo prima, già 4-5 partite fa”.

A parlare è l’inventore di “Zemanlandia”, l’ex patron del Foggia Pasquale Casillo che, nel corso di una lunga intervista rilasciata ai microfoni de “Il Centro” ha raccontato il tecnico boemo in tutte le sue dimensioni: da tecnico, uomo e intenditore di calcio. Casillo, che nella primavera dell’86 vide arrivare il Licata di “Sdengo” allo Zaccheria, fu poi convinto dal ds dei campani Pavone (attuale direttore sportivo del Pescara, ndr) a sottoscrivere un contratto al boemo, così come Pavone stesso è riuscito a convincere Sebastiani a riportare Zeman al “Delfino” dopo la promozione del 2012: “Ho paura che sia troppo tardi. Bravissimo Sebastiani a richiamarlo, gli faccio i complimenti, perché Zeman è il migliore. La salvezza è difficilissima, ma con Zeman tutto è possibile. L'entusiasmo, la passione della piazza e la tifoseria possono dare una grande mano. Pescara è rimasta sempre nella sua testa e sapeva che prima o poi sarebbe tornato. Vi dico che ha rifiutato due offerte importanti in Italia e alla fine ha scelto Pescara, una squadra che ha nel cuore”.

Cosa rappresenta per me Zeman? È colui che rende ricche le società. Lasciamo stare il Foggia degli anni 90, e pensiamo all'ultimo Foggia, quello del 2010. Sapete bene quanti ragazzi ha lanciato e valorizzato: Insigne, Sau, Laribi, Regini e Romagnoli. Ecco, basta questo elenco per far capire quanto faccia bene uno come lui alle società. Gli altri club spendono fiumi di soldi per fare le squadre, lui invece valorizza tutto quello che gli capita tra le mani. E' bravissimo a risanare le società. Con il Foggia- ammette Casillo- grazie a lui ho fatto almeno 58 miliardi di vecchie lire di plusvalenze. Ricordo l’acquisto di Igor Shalimov, preso a parametro zero e venduto all'Inter per 18 miliardi”.

Nessun freno per il “re del grano” Don Pasquale che, ricordi su ricordi, racconta il neo tecnico del Pescara, da lui soprannominato "Il Muto": “Il segreto del successo sono proprio Pavone e Zeman, formano un binomio perfetto, si intendono alla grande. Il pregio di Zdnek è che parla molto. Stupiti vero? Sì, parla molto e qusto suo pregio e anche il peggior difetto. Una sua frase, una sua mezza parola fa più rumore di un monologo di due ore. Fa sempre discutere per quello che dice. Zeman può dare ancora tanto al calcio italiano e poi lui è immortale. Fuma tanto. Questo è il segreto della sua longevità, anche se il Pescara dovesse retrocedere in serie B, Zeman farà un campionato straordinario, ne sono sicuro. Abbiamo avuto diverse divergenze, questo sì, ma lui e Peppino Pavone sono due persone oneste e con la squadra in mano a loro ho sempre dormito sonni tranquilli. Non mi hanno rubato mai nulla. Aneddoti? Una volta gli portai tre scatole di sigarette e gli chiesi di fumarle tutte così sarebbe morto e me lo sarei tolto di torno. Lui rideva e mi guardava fisso negli occhi. Una domenica, erano i tempi di Foggia, vincemmo una gara e diedi un premio di 50 milioni di lire ai giocatori. Zeman era contrariato e venne da me, dicendomi ‘se avessero perso cosa facevi, gli chiedevi lo stipendio indietro?’. Lui è così, ti punisce senza parlare, ma tutti gli vogliono bene”.