L’intervista esclusiva concessa dall’ex attaccante del Palermo alla redazione di Mediagol.it
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Saraniti
"Per un attaccante segnare è la cosa più grande e più bella che possa esistere. La liberazione, l'emozione. Non si può provare in vita cosa più bella. Segnare sotto la curva nord, al Barbera... non posso spiegare a parole quello che ho provato e provavo ogni volta che succedeva. Sono emozioni che durano tutta la vita. Ogni tanto vado a rivedere dei video sul cellulare e leggo dei vecchi articoli e mi vengono i brividi: il pubblico che c'era al Barbera dava un entusiasmo alle stelle. Ventimila spettatori in Serie D non si possono spiegare. Ho provato un'emozione che mi tengo stretta, nonostante sia finita questa avventura. Io sono estremamente felice di aver vissuto tutto questo insieme a voi. Per i ragazzi che attualmente compongono l'attacco, mi dispiace per quello che stanno passando perché stanno vivendo una situazione abbastanza particolare, sia per il Covid che per la situazione calcistica negativa. L'attaccante vive dei momenti altalenanti, dove un giorno tocca il cielo con un dito e il giorno dopo viene scaraventato sottoterra. Quando un attaccante non fa gol, o magari la squadra non sta facendo bene, vive male le proprie giornate anche in famiglia. Saraniti, che con ogni probabilità sente il peso dell'attacco sulle spalle, anche per l'età, starà vivendo questo periodo abbastanza male. Se posso dargli un consiglio, deve cercare di isolarsi e stare sereno. Sono sicuro che farà bene. Dei giovani non parlo, Lucca e Rauti avranno molto tempo per dimostrare. Il problema vero è che comunque in questa squadra doveva esserci un attaccante 'principe' che fa gol, il resto sarebbe stato di contorno".
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