Il Tribunale federale proscioglie l’ex dirigente rosanero

"Fallimento, il Tribunale federale proscioglie l’ex dirigente rosanero, Rino Foschi".

Scrive così l'odierna edizione del 'Giornale di Sicilia', che punta i fari sulla questione legata al fallimento del Vecchio Palermo. Lo scorso 4 novembre Salvatore e Walter Tuttolomondo sono stati arrestati. Tanti i reati contestati dalla Procura della Repubblica: bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego di denaro, falso e ostacolo alle funzioni della Commissione di vigilanza sulle società di calcio (Covisoc) della Figc. Ma non solo. Oggi, con l'assoluzione di Rino Foschi - accusato di una gestione anti-economica della società fino a comportarne il dissesto e per non aver posto in essere utili interventi di ricapitalizzazione -, si chiude un'altra importante pagina di questa delicata e complicata vicenda.

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"Il Tribunale federale nazionale ha respinto le accuse mosse dalla Procura federale nei confronti di Rino Foschi, deferito per i fatti che hanno portato al fallimento del Palermo, di cui è stato presidente dal 14 febbraio al 3 maggio 2019, ovvero nell’interregno tra la gestione di Sport Capital Group e la cessione delle quote alla Arkus Network dei Tuttolomondo. Per la seconda volta le accuse, sono cadute nel vuoto".

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Inoltre, sempre nella giornata di ieri, "il Tfn ha irrogato due anni di inibizione nei confronti di Flavio Persichini, nome che non dirà granché ai più, ma che nelle carte risulta essere l’ultimo amministratore dell’Us Città di Palermo prima del fallimento. Persichini, stando a quanto segnalato dai curatori fallimentari, «sembrerebbe essere la longa manus» dei fratelli Salvatore e Walter Tuttolomondo", conclude il noto quotidiano.

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