Il fascicolo può proseguire nell’iter, ma il Comune chiede al Palermo FC chiarimenti su fonti private, margini pubblicitari, asseverazione, QTE e cronoprogramma.

- Palermo

Nuovo passaggio nel percorso amministrativo per il Nuovo Stadio Palermo. Dopo la consegna del Piano Economico-Finanziario aggiornato e asseverato del 23 settembre, il Comune ha effettuato una prima verifica della documentazione trasmessa dal Palermo FC e ha chiesto al club una serie di integrazioni e chiarimenti.

Il punto di partenza è importante: non si tratta di una bocciatura del PEF. La verifica preliminare conclude infatti che la documentazione richiesta è stata materialmente prodotta e che il fascicolo è “sostanzialmente idoneo al prosieguo dell’istruttoria”. Allo stesso tempo, però, la sua regolarità formale non può ancora considerarsi integralmente verificata e restano alcune questioni da chiarire prima di entrare nella vera valutazione di merito sulla sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione.

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La richiesta di integrazione è stata formalizzata dall’Area del Patrimonio del Comune di Palermo con nota dell’1 ottobre e trasmessa il giorno successivo anche alla Presidenza del Consiglio comunale. Nella comunicazione, il Capo di Gabinetto Sergio Pollicita ricorda che il PEF era stato inoltrato il 23 settembre e invita la Presidenza, “ove ritenuto”, a informarne i consiglieri tramite i propri uffici.

VERIFICA PRELIMINARE

La relazione tecnica alla base della richiesta porta la firma del professor Carlo Amenta ed è datata 28 settembre. Il documento chiarisce subito il perimetro del lavoro svolto: non siamo ancora alla valutazione definitiva del Piano, ma a una verifica su integrità, presenza e regolarità della documentazione.

L’obiettivo, si legge, è verificare la documentazione prodotta dal Palermo e, se necessario, chiedere integrazioni “entro il termine assegnato dal Consiglio Comunale”, prima di arrivare alla fase successiva, quella in cui dovrà essere espresso un giudizio sui contenuti del PEF e sugli allegati che lo accompagnano.

La stessa relazione precisa che l’esame effettuato riguarda la presenza degli elaborati richiesti, la loro rispondenza alle prescrizioni dell’emendamento 26 e le eventuali incoerenze interne tra PEF, modello Excel, asseverazione e allegati. Non è, invece, ancora una nuova valutazione complessiva dell’equilibrio economico-finanziario dell’operazione, che viene rinviata alla fase istruttoria successiva.

FASCICOLO IDONEO

Il giudizio preliminare, dunque, non è negativo. Il Comune riconosce che “la documentazione richiesta risulta materialmente trasmessa e consente l’avvio delle successive verifiche istruttorie”. Il fascicolo viene definito sostanzialmente completo sotto il profilo formale e documentale, ma non ancora integralmente regolare rispetto alle prescrizioni.

È proprio qui che nasce la nuova richiesta al Palermo FC. Gli uffici ritengono necessario acquisire alcune integrazioni e, soprattutto, chiarire quelle che vengono definite incoerenze quantitative interne, perché se confermate potrebbero incidere sui dati del PEF.

Le questioni più significative sono due: la composizione dei circa 257 milioni di euro considerati tra le fonti private e la differenza tra il margine del 60% e quello del 70% applicato ai ricavi da LED Screens e Other Visibility.

NODO DEI 257 MILIONI

Il primo punto riguarda proprio la cifra che nel PEF era stata presentata come una delle componenti più rilevanti della copertura privata dell’intervento: 256,970 milioni di euro.

La documentazione comunale ricostruisce quel valore e precisa che comprende 225,463 milioni di incrementi della riserva sovrapprezzo azioni e 31,507 milioni di cassa operativa generata durante la costruzione.

Il problema, quindi, non sembra essere l’origine aritmetica della cifra, che viene riconosciuta. A essere messa sotto la lente è piuttosto la sua qualificazione. La relazione osserva infatti che la formula utilizzata chiarisce come si arriva ai 256,970 milioni, ma non chiarisce in modo sufficiente quale parte possa essere considerata vero e proprio apporto degli azionisti e quale, invece, debba essere classificata come autofinanziamento.

Ed è su questo che il Comune chiede un passaggio ulteriore.

EQUITY E AUTOFINANZIAMENTO

Nella richiesta formale viene infatti specificato che la componente da 31,507 milioni, cioè la cassa operativa positiva generata durante la costruzione, deve essere espressamente qualificata come autofinanziamento.

Il Comune chiede dunque una riconciliazione più precisa tra equity effettivamente versata, cassa operativa e altre fonti private, proprio per evitare che componenti tecnicamente diverse vengano lette come se appartenessero alla stessa categoria.

Questo passaggio modifica anche la lettura giornalistica del dato. I circa 257 milioni restano all’interno del modello, ma non possono essere automaticamente descritti come capitale interamente versato dagli azionisti. Una parte significativa, pari a oltre 31,5 milioni, deriva infatti da cassa operativa generata durante il periodo di costruzione e, secondo la richiesta del Comune, deve essere distinta dagli apporti societari veri e propri.

MARGINI DA CHIARIRE

La seconda questione riguarda invece i ricavi pubblicitari del futuro impianto.

Nella documentazione descrittiva relativa a LED Screens e Other Visibility viene indicata una marginalità del 60%, mentre il modello Excel applica il 70%. È una differenza che gli uffici non considerano trascurabile, perché ha effetti diretti sui costi e quindi sui risultati economici del Piano.

Il Comune porta un esempio concreto riferito all’esercizio 2030/31. Con ricavi complessivi pari a circa 7,3 milioni di euro, il modello considera costi per 2,19 milioni, coerenti con un margine del 70%. Se invece si applicasse il 60% riportato nella parte descrittiva, i costi salirebbero a circa 2,92 milioni, con una differenza di 730 mila euro nello stesso esercizio.

Da qui la richiesta al Palermo FC di chiarire quale sia il dato corretto: se il 60% sia semplicemente un errore descrittivo oppure se debbano essere rivisti i calcoli inseriti nel modello Excel.

EFFETTI SUL PEF

Il passaggio è delicato perché la relazione non si limita a considerare queste due questioni come semplici formalità.

Nelle conclusioni viene specificato che le incoerenze relative alla composizione delle fonti private e alla marginalità di LED Screens e Other Visibility “necessitano di chiarimento perché potrebbero incidere sui valori economici e sugli indicatori del PEF”.

Non viene quindi detto che il Piano sia errato. Ma viene esplicitamente lasciata aperta la possibilità che, a seconda dei chiarimenti forniti dal club, alcuni valori possano dover essere corretti o ricalcolati.

ASSEVERAZIONE DA INTEGRARE

Un altro capitolo riguarda l’asseverazione rilasciata da Hermes Asseverazioni il 23 settembre.

Il Comune chiede una dichiarazione integrativa che colleghi in maniera inequivocabile l’asseverazione non soltanto al PEF del 19 settembre 2026, ma anche allo schema di convenzione emendato e alla deliberazione consiliare cui il Piano fa riferimento. Gli uffici chiedono che siano indicati con precisione gli estremi e la versione dei documenti considerati.

L’obiettivo è evitare qualsiasi ambiguità documentale e far sì che PEF, convenzione, deliberazione e asseverazione risultino perfettamente collegati tra loro.

CONFRONTO TRA PEF

Un’altra integrazione riguarda il raffronto tra il Piano originario e quello aggiornato.

Secondo il Comune, l’Allegato B contiene soprattutto valori aggregati e non consente di vedere come cambino le singole grandezze anno dopo anno.

Per questo viene richiesta una tabella comparativa estesa all’intero orizzonte del PEF, con i valori del Piano originario affiancati a quelli del Piano aggiornato, gli scostamenti e una sintetica spiegazione delle variazioni.

L’intento è chiaro: non basta sapere che un valore complessivo è aumentato o diminuito. Gli uffici vogliono capire in quale momento si determina lo scostamento e come questo si distribuisca nel tempo.

QUADRO ECONOMICO

Integrazioni vengono richieste anche sul Quadro Tecnico-Economico.

L’Allegato C, secondo l’analisi del Comune, è troppo sintetico per sostituire il QTE analitico. Per questo viene richiesto il dettaglio delle voci e dei relativi importi, con una riconciliazione esplicita rispetto ai CAPEX indicati nel PEF e nel modello Excel.

Se il quadro economico fosse rimasto invariato rispetto alla versione già presentata, il Palermo potrà limitarsi a ritrasmetterlo accompagnandolo con una dichiarazione che ne confermi l’invarianza e ne identifichi data e versione.

CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO

Sul cronoprogramma, invece, il Comune riconosce che la componente fisica dei lavori è già presente, ma chiede che venga affiancata da quella finanziaria.

Il Palermo dovrà dunque integrare l’Allegato D con un cronoprogramma almeno annuale, coordinato con le varie fasi di realizzazione del nuovo stadio. Per ogni periodo dovranno essere indicati gli impieghi per investimenti e le relative fonti finanziarie.

È un passaggio importante perché permetterà di capire non soltanto quanto costa il progetto, ma quando vengono utilizzati capitale privato, autofinanziamento, credito e altre risorse durante l’avanzamento del cantiere.

RISCHI DA ALLINEARE

La richiesta tocca anche la matrice dei rischi, con particolare riferimento al rischio R22.

L’Allegato F parla di allocazione “condivisa”, mentre la descrizione e il PEF sembrano porre il rischio catastrofale principalmente a carico del concessionario, fatta salva l’eventuale quota non coperta.

Il Comune chiede quindi di uniformare la rappresentazione tra Allegato F, PEF e convenzione, indicando anche le disposizioni convenzionali pertinenti.

AGEVOLAZIONI FISCALI

Diversa la situazione sul tema delle agevolazioni fiscali.

Su questo punto la verifica preliminare non chiede nuove integrazioni di contenuto. I valori restano quelli già contenuti nella documentazione: 300 mila euro l’anno, pari a 27 milioni nominali nell’intero arco temporale e circa 4,5 milioni in valore attualizzato.

Resta però una questione formale relativa alla sottoscrizione degli allegati.

ALLEGATI DA FIRMARE

Gli uffici rilevano infatti che la documentazione allegata risulta non firmata.

Il Comune chiede quindi di verificare quali documenti debbano essere sottoscritti dai soggetti competenti e di provvedere alla firma anche degli allegati che verranno integrati o sostituiti in risposta alla richiesta.

Un passaggio formale, ma necessario per rendere il fascicolo pienamente regolare.

NESSUNA BOCCIATURA

Il senso complessivo della relazione emerge soprattutto nelle conclusioni.

Il Comune riconosce che la documentazione prescritta è materialmente presente e che il fascicolo può proseguire nell’iter. La regolarità formale, però, potrà essere considerata pienamente verificata soltanto dopo l’arrivo delle integrazioni richieste.

La relazione distingue inoltre con chiarezza tra le integrazioni prevalentemente documentali — quelle relative all’asseverazione e agli Allegati B, C, D e F — e le due questioni economicamente più sensibili: fonti private e marginalità dei ricavi pubblicitari.

Sono proprio queste ultime che, secondo gli uffici, potrebbero incidere sui valori economici e sugli indicatori del PEF.

ESAME DI MERITO

Il passaggio decisivo deve quindi ancora arrivare.

La relazione propone di chiedere al Palermo FC le integrazioni e i chiarimenti necessari, rinviando alla fase successiva la “valutazione complessiva di merito sulla sostenibilità economico-finanziaria e sulla coerenza del PEF con l’assetto convenzionale definitivamente sottoposto all’Amministrazione”.

Anche la nota indirizzata al club chiarisce che il Comune procederà successivamente a un’analisi più approfondita dei contenuti prodotti e invita il Palermo a rettificare o integrare la documentazione per rendere possibile questo esame, ricordando anche gli “stringenti termini imposti dal Consiglio Comunale”.

La partita amministrativa sul Nuovo Stadio Palermo continua dunque senza uno stop formale, ma con un nuovo passaggio obbligato. Il club dovrà chiarire la reale composizione dei 256,970 milioni di fonti private, distinguendo gli apporti degli azionisti dai 31,507 milioni di autofinanziamento, risolvere la difformità tra il 60% e il 70% di marginalità sui ricavi pubblicitari e completare gli allegati richiesti.

Solo dopo queste integrazioni si entrerà nella fase più delicata: quella in cui il Comune dovrà valutare nel merito se numeri, fonti finanziarie, rischi e convenzione siano realmente coerenti e sostenibili nel loro insieme.

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