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Roma-Atalanta, Gasperini: “Fatto bene sul piano atletico e tattito, Zapata sta bene. Giallorossi? Vi spiego i motivi del mio no”

PARMA, ITALY - MARCH 31:  Gian Piero Gasperini head coach of Atalanta BC looks on during the Serie A match between Parma Calcio and Atalanta BC at Stadio Ennio Tardini on March 31, 2019 in Parma, Italy.  (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Le dichiarazioni del tecnico degli orobici, Gian Piero Gasperini, dopo il successo maturato sul campo della Roma

Mediagol93

L'Atalanta trionfa all'Olimpico.

Gli orobici segnano e puniscono la Roma, battuta in casa per 2-0 grazie alle reti di Zapata e de Roon. Ko pesante per i giallorossi, superati in classifica dai nerazzurri e trascinati fuori dalla zona Champions League. Di seguito, le parole di Gian Piero Gasperini nella consueta conferenza stampa post-gara.

"Sapevo che Zapata non avrebbe giocato a prescindere da Muriel perché arrivava da tantissime partite. Duvan è partito con una condizione fisica pazzesca e nelle ultime gare dava segnali di fatica, ma è normale. Domenica scorsa è entrato Ilicic ed è stato determinante, altre volte lo è stato Muriel. La panchina in questo momento conta anche di più. Se guardo solo i numeri ci sono alcuni che non hanno senso. Bisogna vedere la gara, oggi abbiamo fatto una prestazione buona. E' indubbio che questa sera arrivavamo prima sulla palla. Abbiamo fatto bene anche sul piano atletico e tattico. Abbiamo fatto molto bene sulle pressioni alte. Abbiamo impedito alla Roma di sviluppare da dietro. Palomino e Kjaer hanno fatto benissimo e ci hanno dato forza nel gioco aereo. Le partite di calcio in Italia sono queste. Nel primo tempo abbiamo avuto delle buone occasioni, ma non siamo riusciti a concretizzarle. Se Dzeko o Zaniolo segnano rischiamo di avere un risultato diverso. Ciò non toglie che abbiamo fatto una buona prestazione". 

Due battute anche sul delicato tema relativo al razzismo: "Purtroppo quando si entra su questo argomento si rischia sempre. C'è molta gente che strumentalizza le parole. E' un campo delicato. Credo e mi associo a quello che hanno detto altri allenatori. Il razzismo è un male devastante e va da tutti combattuto. Quello che è successo domenica a Parma è stato più un episodio di maleducazione non so di quante persone e che non si può associare al razzismo".

Chiosa finale, infine, sul suo "no" alla Roma: "Non è che è stato un "no" alla Roma. Sono una serie di situazioni che si sono create. Andare via da quella gente sarebbe stato un gesto impossibile e di un'ingratitudine esagerata per tutto quello che Bergamo ha fatto. Io sapevo che via prendere per quanto la Roma poteva affascinarmi, ma non c'era dubbio sulla mia scelta".