Le parole dell'ex di Juventus e Real Madrid in merito al suo momento e su quanto accaduto tra la compagine di Allegri e quella di Zidane in Champions League

Stagione di alti e bassi per Alvaro Morata, frenato da un infortunio che ha condizionato il suo rendimento in campo.

Lo spagnolo ex Real Madrid, in finale di FA Cup con il Chelsea opposto al Manchester United il prossimo 19 maggio, vorrebbe portare a casa questo trofeo e arrivare in grande forma al mondiale di Russia. L’ex Juventus ha trattato questi argomenti durante una lunga intervista rilasciata a Marca; ecco un estratto delle sue dichiarazioni:

Spagna

FA CUP : "Il Chelsea ha la possibilità di vincere un titolo e questo è sempre importante. Ci sono molte squadre che hanno avuto un’ottima stagione, ma non hanno vinto nulla. In Inghilterra, la FA Cup è molto importante. È stato un anno molto difficile per noi, ma possiamo ancora alzare un trofeo. Ricordo che alla Juventus, durante la finale di Tim Cup contro il Milan, non ho giocato dall’inizio per scelta tecnica, poi sono entrato a gara in corso e ho segnato il gol decisivo”.

INFORTUNIO – "Per me è stato un anno difficile e lo stesso si può dire per la squadra. L’inizio è stato grandioso. Tutti mi amavano, facevo gol. Avevo segnato all’Atlético Madrid, andava tutto bene, ma ora è diverso. Le persone mi dicono certe cose per strada e non sanno cosa ho passato: la gente pensa che siamo macchine. Solo mia moglie, che vive con me, può sapere. Volevo giocare, continuare a fare gol, ma non potevo per l’infortunio che ho subito. Non sapevo di preciso cosa avevo. Poi io e i medici del Chelsea siamo andati in Germania per un trattamento: mi hanno forato la schiena. Faceva molto male e dovevo tornare a Londra per allenarmi il giorno dopo. In quel periodo sono stato sfortunato. Mi ricordo che il giorno prima di giocare contro il West Ham mi hanno detto che sarei diventato padre e io volevo giocare, ma nel riscaldamento non riuscivo a muovermi. Così ho detto al dottore di farmi una iniezione perché volevo giocare, volevo farlo per dedicare un gol ai miei figli, ma da lì in poi sono entrato in un mentalità in cui non volevo smettere di dimostrare il mio valore e tutto è andato storto. La mia voglia di scendere in campo comunque, nonostante il dolore, mi ha tradito: ho imparato e non lo farò più. Ho sofferto, quando tornavo a casa dopo le partite e gli allenamenti ho dovuto fare delle punture un paio di volte al giorno perché non potevo sopportare il dolore. Non riuscivo nemmeno a mangiare o a guidare. Mi sentivo impotente. Poi sono tornata a giocare una partita di coppa, mi sentivo bene e poi, all’improvviso, una ricaduta. Lo sapevano solo il dottore, il mister e la mia famiglia. E’ stato tutto molto complicato".

REAL MADRID-JUVENTUS – "In Champions League, visto che il Chelsea è stato eliminato, ovviamente faccio il tifo per il Real Madrid. Contatto Lucas Vazquez-Benatia? Ho giocato con entrambe le squadre e non saprei cosa dire perché provo sentimenti contrastanti, ma ho parlato con Lucas Vazquez e mi ha detto che era rigore: è un amico, mi fido di lui".

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