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Juventus-Benevento, Paratici: “Tutto sul futuro di Pirlo e Ronaldo. Ciclo finito? Ecco cosa ne penso”

Juventus-Benevento, Paratici: “Tutto sul futuro di Pirlo e Ronaldo. Ciclo finito? Ecco cosa ne penso”

Le dichiarazioni del ds bianconero, Fabio Paratici

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Parola a Fabio Paratici.

A sorpresa il ds bianconero, Fabio Paratici, ha rilasciato diverse dichiarazioni ai microfoni di SkySport dopo il sorprendente ko della Juventus contro il Benevento di Pippo Inzaghi. Di seguito, le sue dichiarazioni.

La partita è stata imprevista, la mia presenza qui è solo per dire che in questi anni abbiamo dato tante gioie e oggi abbiamo una grande amarezza. Abbiamo giocato una bruta gara ma il campionato va avanti e dobbiamo pedalare, capire gli errori e cercare di non commetterli più, migliorando. Alla fine se giochi nella Juventus hai giocatori che sono abituati alla pressione. Abbiamo purtroppo giocato una brutta gara per tanti motivi, alcune volte non li capisci nemmeno tutti. Ora dobbiamo solo lavorare e abbassare la testa. L’episodio su Chiesa? Non voglio commentarlo, non ci interessa e non sono qui per questo. Le gare vanno analizzate escludendo gli episodi, non l’ho nemmeno rivisto, mi sembrava fallo ma non sono qua per questo. Credo che si possa stare qui tre giorni per capire perchè abbiamo giocato così, ci sarebbero tanti aspetti da analizzare e ripeto, lo faremo in queste due settimane. Ci sarà tempo per pensare alle cose, resta il fatto che non abbiamo effettuato una prova alla nostra altezza”.

FUTURO TRABALLANTE-No, abbiamo una programmazione. Non è una partita che sposta le nostre idee. Abbiamo intrapreso una linea la scorsa estate e abbiamo portato avanti la strada. Riguarda anche l’allenatore, la linea continua. Siamo contenti di quanto stiamo facendo, cercando di abbassare la testa e pedalare per migliorare. La linea della Juve è questa: ci teniamo stretto Cristiano Ronaldo, il miglior giocatore del mondo”.

SUL PASSATO BIANCONERO-Noi non eravamo insoddisfatti degli allenatori precedenti, ci sono state motivazioni precise per cui abbiamo cambiato. Non è una sconfitta o una vittoria a determinare la linea di un club, se hai l’idea chiara di dove arrivare segui la linea e alla fine si vedrà se era corretta o meno. La parola transizione alla Juventus non esiste, si gioca per vincere sempre e alcune stagioni vanno meglio e altre peggio, però la transizione non esiste. Le annate sono importanti anche se c'è una crescita durante l’anno che porta risultati negli anni successivi. Ci sono tantissime squadre che per dieci anni hanno avuto transizione, ma in quegli anni non hanno nemmeno costruito, o magari sì. Non mi piace la parola transizione”.

FUTURO BIANCONERO-Vorrei dire che siamo qui da undici anni e abbiamo sempre vinto e cambiato. Vincendo la gente non se ne accorge, ma noi abbiamo cambiato parecchio per vincere, anche attraverso scelte difficili che hanno portato a costruire i progetti successivi. Se in una stagione non si riesce a vincere può succedere, io sento parlare di cicli e da quando sono qua posso elencare sette volte in cui si era detto che si era chiuso il ciclo, dall’addio di Conte al ko col Galatasaray, o nella finale di Berlino dopo l’addio di Tevez, Pirlo e Vidal. È finito il ciclo dopo Cardiff, dopo Allegri, di cicli ne abbiamo fatti parecchi e continuato a vincere, prendendo rischi. A volte riesci a fare entrambe le cose, altre volte non ci riesci. Quando hai una visione nella testa la porti avanti e cerchi di sostenerla”.