Padri che hanno fatto la storia del calcio, figli che provano (con più o meno fortuna) a seguirne le orme. Mediagol.it, all'interno della rubrica "Figli di", vi racconta oggi la storia della famiglia Maldini

CESARE MALDINI

Cesare Maldini, prima che un gran calciatore – nonché ottimo allenatore e perfino ct –, era un uomo, padre di famiglia e nonno esemplare. Il capolavoro della sua vita, infatti, è stata la famiglia.

Quando egli, nato nel rione di Servola a Trieste a febbraio del 1932, figlio unico in una famiglia di fornai, iniziò a dar calci a un pallone nel campo di basket del ricreatorio di quartiere, mentre le truppe tedesche erano ancora in Italia, probabilmente, non aveva idea di quanti cori, negli anni successivi, avrebbero innalzato a suo nome mentre strisciava fiero con i suoi tacchetti sui prati verdi, né poteva pensare a tutti i cuori che lo avrebbero ricordato e celebrato decenni avanti. Tuttavia, Cesare aveva già compreso che il perseguire gli studi da odontotecnico non l'avrebbe guidato verso quella che sarebbe stata la sua strada.

Il fatale incontro con il calcio distante dall'asfalto avviene a tredici anni, quando un massaggiatore della Triestina lo nota e gli fa fare un provino, da lì parte per Cesare tutta la trafila delle formazioni giovanili, fino all'esordio tra i professionisti in maglia alabardata, all'età di ventuno anni, nella sfida di Serie A contro il Palermo. Il posto da titolare da quel momento, nel ruolo di terzino, non glielo tolse più nessuno, tanto che soltanto un anno dopo gli fu affidata anche la fascia di capitano.

La Triestina, seppur terra d'origine, non fu però il grande amore di Cesarone: il Milan, infatti, nell'estate successiva non perse tempo e si accaparrò il difensore, accogliendolo per le successive dodici stagioni. La maglia rossonera gli donò non poche gioie, fino a farlo diventare una bandiera, ma anche un eroe del calcio nazionale: le sue braccia, le prime della storia di un italiano, alzarono al cielo la Coppa dei Campioni a Wembley nella stagione 1962-63. Ma questo è solo uno dei tanti successi del capitano, che portava al braccio quella fascia con grande onore.

Champions Milan

A Milano, fuori dal campo, Cesare trovò anche l'amore, si tratta di Marisa, e la loro esultanza più grande fu legata alla nascita dei sei figli, dapprima tre femmine e poi tre maschi: Monica, Donatella, Valentina, Paolo, Alessandro e Piercesare.

Paolo, il quartogenito, nasce nel 1968 nel capoluogo lombardo, finalmente un bimbo dopo tre fanciulle. Il piccolo sembra avere un'eredità assegnata, ed è lo stesso papà, senza mettergli pressione o caricarlo d'ansia, a guardarlo dal balcone mentre, dopo esser tornato dalla scuola elementare, gioca con gli amici sotto casa, e a fargli notare che, in fondo, la postura in campo è quella giusta.

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"Lui non è più il figlio di Cesare, io sono diventato il padre di Paolo", avrebbe detto pochi anni più tardi il capostipite di una famiglia che nel Milan ha scritto la storia.

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