Arcoleo e Troja ricordano Pietro Anastasi: il centravanti che portò in alto il nome della Sicilia

Arcoleo e Troja ricordano Pietro Anastasi: il centravanti che portò in alto il nome della Sicilia

I due ex attaccanti del Palermo ricordano il centravanti nativo di Catania, scomparso due giorni fa all’età di 71 anni dopo una lunga malattia

Mi dispiace tanto, sono molto triste il calcio perde una figura straordinaria e la Sicilia un simbolo importante che ci ha rappresentato in campo internazionale“.

Commenta così Ignazio Arcoleo, ai microfoni de La Repubblica, la scomparsa di Pietro Anastasi, avvenuta due giorni fa all’età di 71 anni dopo una lunga malattia: “Abbiamo avuto all’inizio della carriera due percorsi simili e siamo riusciti a emergere contemporaneamente, lui in rappresentanza della Sicilia orientale e io per la parte occidentale“, racconta l’ex calciatore del Palermo.

Arcoleo, oltre che ad essere un avversario, per Anastasi era un amico vero: “Lui giocava nella Massiminiana e io nella Juventina Palermo. Lui centravanti e io mezzapunta. In quella stagione ci siamo messi in evidenza e lui fu preso dal Varese, io dal Palermo. Le cronache di quel tempo raccontavano di due grandi giocatori della Sicilia che avrebbero fatto molta strada, le due perle della Sicilia, ed entrambi arrivammo in A. Lui alla Juventus, io col Palermo, ma rispetto a lui ho avuto una carriera più tribolata per via di qualche infortunio che mi fece perdere almeno tre anni. C’è una foto che ci vede insieme alla Favorita in cui ci abbracciammo per ricordare quella partita in cui tutto era cominciato fra Massiminiana e Juventina Palermo. Di quella immagine per qualche tempo nei negozi palermitani campeggiavano le gigantografie dei commercianti tifosi sia della Juventus che del Palermo. Ci siamo rivisti quando allenavo l’Akragas, lui era con le con le vecchie glorie azzurre“.

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A commentare la scomparsa di Pietro Anastasi anche Tanino Troja, ex attaccante rosanero: “Quando vengono a mancare certi uomini tutto il resto passa in secondo piano. Non sapevo che stesse male, era da un po’ di tempo che non ci sentivamo. Rimane il ricordo bellissimo che ho di Pietro e di tutte le volte che ci incontravamo. Ci scrivevamo spesso e tutti e due ci auguravamo sempre che venissero fuori tanti altri piccoli Pietro Anastasi e Tanino Troja. Da avversari ci siamo incontrati tante volte. Non all’inizio perché io ero in A con il Palermo e lui al Varese in B, ma ogni volta che ci vedevamo era una festa. Il nostro era un ruolo molto importante per le nostre squadre. Mi mancherà“.

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