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Italia, Mancini: “Vinceremo il Mondiale, Palermo sarà arma in più. Joao Pedro…”

Italia, Mancini: “Vinceremo il Mondiale, Palermo sarà arma in più. Joao Pedro…”

Le dichiarazioni rilasciate dal commissario tecnico dell'Italia in vista della sfida contro la Macedonia del Nord: "Avremo bisogno della Favorita piena e carica"

Mediagol (nc) ⚽️

"La Svizzera mi ha guastato il Natale? Ma no, perché? E’ stato un Natale splendido, da campioni d’Europa. A gennaio cominceremo a pensare a quello che dobbiamo fare a marzo. Anche se non c’è molto da pensare". Lo ha detto Roberto Mancini, intervistato ai microfoni de "La Gazzetta dello Sport". Fallita la qualificazione diretta ai Mondiali, l'Italia sfiderà fra le mura dello Stadio "Renzo Barbera" la Macedonia del Nord il prossimo 24 marzo. Poi, in caso di vittoria, gli azzurri affronteranno Portogallo o Turchia in trasferta per provare a staccare il pass per il Qatar.

PALERMO -"Quante volte al giorno penso ai playoff? Poche. Più che altro mi dico: ma guarda cosa abbiamo buttato via... Bastava vincere la partita d’andata con la Svizzera che abbiamo stradominato. Ma penso anche che durante le qualificazioni e durante l’Europeo ci è andato tutto bene e ci sta che, prima o poi, qualcosa ti vada storto. È il calcio. In quei casi, devi fare qualcosa di più. Lo faremo a marzo. Palermo sarà un’arma in più. Palermo ha regalato sempre grande spinta, grande passione all’Italia. Avremo bisogno della Favorita piena e carica, di tifosi entusiasti che incitino dal primo all’ultimo minuto. Sarà fondamentale. Addio se a marzo andasse male? Non ci penso. Io penso che vinceremo il Mondiale", ha dichiarato il commissario tecnico della Nazionale italiana.

L'EUROPEO -"Un ricordo? L’atmosfera nei 15 giorni prima dell’inizio dell’Europeo. A Coverciano i ragazzi erano sereni, tranquilli, rilassati, allegri. Si vedeva che si stava creando lo spirito che ci avrebbe fatto vincere. Quei momenti di condivisione e di formazione mi sono rimasti dentro. In Qatar ci saremo perché siamo forti. Perché siamo stati la squadra migliore degli Europei, perché abbiamo vinto meritatamente, perché abbiamo perso una volta sola negli ultimi tre anni, quando siamo rimasti in dieci, senza quasi mai rischiare di perdere le altre partite".

DA DONNARUMMA A SPINAZZOLA -"Gigio è il miglior portiere del mondo. Mi sembra così strano... Mi spiace che non giochi con continuità perché per un portiere continuità perché per un portiere è fondamentale. Diciamo, in generale, che tra settembre e novembre ci sono venuti a mancare troppi giocatori. Abbiamo avuto problemi. Ma anche questo fa parte del gioco. Giorgio ne ha giocate poche, ma conta che abbia giocato quelle giuste all’Europeo. Al Portogallo non penso, penso alla Macedonia. In partite di 90’ può succedere di tutto. Spinazzola? Per noi è un giocatore fondamentale. E’ un po’ in ritardo rispetto al recupero previsto, ma siamo fiduciosi che a febbraio possa tornare in campo. Avrà quindi un paio di mesi per arrivare da noi in ottime condizioni di forma. Jorginho? Per tutto quello che ha fatto meritava il Pallone d’oro: ne sono convinto. Un giocatore importante, fondamentale per il nostro gioco. Ricordo il rigore alla Spagna che ci ha portati in finale, non i due sbagliati. E poi vedo che continua a tirare e segnare dal dischetto... Il problema non esiste".

ZANIOLO E SCAMACCA -"Zaniolo può dare tanto, alla Roma e alla Nazionale. Dipende tutto da lui: dalla sua condizione fisica e dalla continuità di gioco che saprà dimostrare.Quando attacca, con la porta in faccia, è devastante. In questi tre anni abbiamo avuto la garanzia di Immobile e Belotti e tanti giovani in crescita, di buone qualità. Ultimamente, sì, molti stanno facendo bene. Scamacca per esempio ha tutto per diventare un centravanti completo. Segna in tutti i modi: di testa, di piede, da vicino, da lontano, ha fisico e tecnica. All’ultimo raduno gli ho parlato a lungo e gli ho spiegato dove può arrivare con le sue potenzialità. Vale il discorso fatto per Zaniolo: dipende tutto da lui. Dalla continuità che saprà trovare. È giovane, deve giocare tanto. Da qui ai playoff ha davanti tre mesi e tre mesi, per un ragazzo, sono tanti. Può crescere ancora molto".

JOAO PEDRO -"Joao Pedro? Non è che abbiamo chiesto noi a Joao Pedro di diventare italiano. Ha sposato una donna italiana, ha doppio passaporto, è convocabile. Giusto considerarlo, ha grandi qualità tecniche. Poi la convocazione va meritata, giocando bene. Vale per tutti. Non dimentichiamo che in questi anni il numero dei giocatori italiani si è ristretto ulteriormente rispetto al passato. Siamo scesi al 35%. Si restringe anche la scelta per la Nazionale. Vedremo cosa accadrà. Non c’è nulla di deciso. Io ho ricevuto solamente la comunicazione che Joao Pedro è convocabile. Non gli ho parlato e non so se qualcuno della Federazione lo abbia contattato", ha concluso.

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