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Milan-Udinese, Cioffi: “Pari di mano? Udogie mi ha detto la verità. Bene Pereyra”

UDINE, ITALY - JANUARY 09: Coach of Udinese Gabriele Cioffi looks on during the Serie A match between Udinese Calcio v Atalanta BC at Dacia Arena on January 09, 2022 in Udine, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)

Le parole del tecnico bianconero al termine della sfida di San Siro terminata con il punteggio di 1-1

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Parola a Gabriele Cioffi. L'allenatore dell'Udinese è intervenuto al termine della sfida valida per il ventisettesimo turno di Serie A, pareggiata con il punteggio di 1-1 contro il Milan. Un ottimo pareggio quello conquistato dalla formazione bianconera, difesasi in maniera ottimale e riuscita ad ottenere un punto dal peso specifico elevate in ottica salvezza.

Ne è consapevole lo stesso Cioffi, intervenuto nel post gara ai microfoni di DAZN per analizzare la prestazione dei suoi e l'importante risultato ottenuto. Ecco, di seguito, le sue parole: "Mi aspettavo risposte da parte di tutti. Pereyra e Udogie sono entrati e hanno cambiato la partita. Deulofeu è facilmente gestibile, va sempre al massimo, è sempre preciso e puntuale. L'importante è non uscire fuori le righe. Lui è uscito in serenità, andiamo avanti. Gol Udogie? Mi sembra che l'abbia toccata più Romagnoli con la scarpa che lui con la mano. Al VAR ci sono 4-5 persone a vedere. Noi abbiamo sempre accettato con eleganza le scelte arbitrali, anche se qualche volta abbiamo alzato un po' i toni. Non credo ci sia compensazione. A me il ragazzo ha detto che gli è battuta prima sulla coscia e poi sulla pancia, ma è difficile che un calciatore ti dica che l'ha buttata dentro col braccio".

Cioffi si è poi concentrato sulla difficoltà di allenare una squadra con tanti giocatori di nazionalità diverse, oltre a ciò che manca ai bianconeri nell'ultimo quarto di campo: "È tipo Torre di Babele (ride, ndr). In tanti parlano italiani, chi non parla italiano parla inglese. E' difficile allenarla, com'è difficile allenare una squadra di tutti italiani. Ciò che non si può trasmettere con le parole si trasmette col non-verbale, con la tua persona. Quando ci sono dei cambi di rotta, dei modi differenti di approccio, ti devono seguire e loro si sono resi disponibili da subito. Loro sono come me: non mollano mai, finché non fischia l'arbitro non regalano un centimetro. In certe partite la rifinitura da parte di Pereyra viene naturale, si alza tra le linee e ha l'ultimo passaggio. Lavoriamo su questo. Bisogna accettare anche una realtà che ad oggi dice che siamo a 3-4 punti dalla zona rossa, a cui non guardiamo, dunque dobbiamo pensare anche a tamponare, specie contro squadre come il Milan che possono farci male".

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